E’ Mancato Pippo Sitra
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Gianni Malfettani - redazione@ilnovese.info  
30 Luglio 2013
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E’ Mancato Pippo Sitra

Classe 1938, viene ricordato per le sue tre grandi passioni: il calcio, fu bandiera della Novese per 17 anni, e la lotta sindacale e politica, che lo portarono ad impegnarsi sul fronte della lotta per i diritti dei lavoratori

Classe 1938, viene ricordato per le sue tre grandi passioni: il calcio, fu bandiera della Novese per 17 anni, e la lotta sindacale e politica, che lo portarono ad impegnarsi sul fronte della lotta per i diritti dei lavoratori

ARQUATA SCRIVIA – Se ne è andato in silenzio, senza fare rumore, così com’era nel suo stile, Giuseppe Sitra (classe 1938). Nato a Crotone, in Calabria, arrivò a Vocemola giovanissimo e poi si trasferì ad Arquata. Iniziò quasi subito a giocare a calcio nei vari tornei che in quegli anni erano organizzati in Valle Scrivia e in Val Borbera, con il mitico “Carulli”, factotum della Vignolese. Poi a 17 anni, il grande salto nell’US Novese. In quel periodo fu anche assunto alla fabbrica Vosa e, quindi, Novi divenne importantissima nella sua vita, perchè ha anche avuto la ventura di morirvi. Fu una bandiera della Novese, in cui giocò come difensore per 17 anni, insieme all’amico Bruno Agosti, di tre anni più giovane, anche lui dipendente della Vosa (che ha disputato più di 500 partite con la maglia biancoceleste) e furono i beniamini dei tifosi che frequentavano il vecchio campo dell’Ilva e poi il Comunale dalla metà degli anni Cinquanta a metà degli anni Settanta.

Pippo Sitra visse poi un’esperienza esaltante con l’altra società calcistica novese: la Pol. Sergio Comollo. Dopo una breve esperienza nel campionato di seconda categoria 1971/72 come giocatore-alllenatore, vi tornò come allenatore nel torneo di terza categoria 1975/76, che vinse dopo un drammatico spareggio contro il Cascinagrossa, disputato allo stadio Fausto Coppi di Tortona. Dopo tanti anni spesi in varie squadre della zona come allenatore (ma direi più da educatore) tornò alla Comollo Novi in coppia con un grande dirigente, anch’egli arquatese, Alfio Percivale – mancato a soli 50 anni per un male incurabile – di cui il prossimo novembre ricorrerà il 25° anniversario dalla scomparsa, a dirigere la squadra juniores che, dopo un ottimo campionato nella stagione 1986/87, vinse il torneo provinciale 1987/88 e arrivò al 3° posto nella fase regionale.

Giuseppe Sitra, oltre all’attività sportiva aveva altre due grandi passioni, quella sindacale, che lo vide da operaio della Vosa sempre in prima linea per difendere i diritti dei lavoratori: iscritto alla CGIL fu attivo membro del consiglio di fabbrica, e quella politica, che lo vide protagonista con altri compagni quali Bruno Mingolini, Alfeo Bisio, Angelo Repetto, Giuseppe Repetto, Orazio Delfini, Ludovico Tiberi e altri della costituzione e della notevole attività politica della cellula Vosa, che con più di 40 iscritti, fu la punta di diamante nella lotta per i diritti e l’emancipazione dei lavoratori della sezione Teresio Testa del PCI di Novi.

Fiero oppositore della cosiddetta svolta della Bolognina di Occhetto, che portò nel 1991 allo scioglimento del PCI, con altre compagne e compagni arquatesi, guidati dal compianto Mario Lot, fondò subito il Circolo di Rifondazione Comunista che è stato per molti anni tra i più vivaci della provincia. Grande protagonista, prima delle Feste de L’Unità e poi di quelle di Liberazione. Uomo di grandi passioni e vitalità, lucido e attivo fin quasi alla fine della sua vita, ha sempre generosamente lavorato per il bene della comunità. La sua scomparsa lascia un grande vuoto, oltre che per la moglie e la figlia, nella comunità arquatese ed anche in quella novese: l’augurio è che molti, soprattutto i più giovani, sappiano seguire il suo esempio, impegnandosi con entusiasmo e autenticità per il bene comune.

 

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