Terzo Valico, sindaci contro la pubblica utilita’
Crescono i dubbi dei sindaci sulla funzionalita' dell'opera. Dopo il primo cittadino arquatese, anche Roberto Silvano, sindaco di Pozzolo, si dice perplesso: 'Non esistono inconfutabili presupposti funzionali per investire 6 miliardi di euro'
Crescono i dubbi dei sindaci sulla funzionalita' dell'opera. Dopo il primo cittadino arquatese, anche Roberto Silvano, sindaco di Pozzolo, si dice perplesso: 'Non esistono inconfutabili presupposti funzionali per investire 6 miliardi di euro'
POZZOLO FORMIGARO – In vista dell’incontro di giovedì a Roma con il ministro delle infrastrutture Maurizio Lupi crescono i dubbi dei sindaci sul Terzo Valico. Giovedì 1° agosto una delegazione sarà ricevuta alle 18 e farà presente il contenuto della moratoria firmata dai 12 amministratori e dalla Provincia, mentre venerdì la commissione di Valutazione di impatto ambientale (V.i.a.) del Ministero dell’ambiente ha dato l’ok a Cociv per l’avvio urgente dei cantieri nonché per lo scavo nella galleria a Voltaggio.
Devono ancora essere approvati i protocolli sull’amianto previsti nello studio in corso di redazione da parte della Regione così come l’altro studio sulla tutela delle fonti. Soprattutto, i sindaci, almeno alcuni, chiedono lumi sull’utilità dell’opera, anche chi, come Roberto Silvano, primo cittadino di Pozzolo, non ha firmato la moratoria: “Non esistono inconfutabili presupposti funzionali per investire più di 6 miliardi di euro e più di 10 anni di tempo nel Terzo valico. Nel contesto che stiamo attraversando, senza dati inoppugnabili non è possibile avallarlo. Oggi con le ruspe che scalpitano, esistono tali lacune che impedirebbero di iniziare i lavori di qualsiasi tipo di opera. Lo studio preventivo su logistica e ricadute economiche annunciato nel 2005, dopo 8 anni, non c’è e si parla forse del 2015 per vedere qualcosa”.
Arquata, prima di Pozzolo, nel 2012 ha deliberato contro il Terzo Valico e a maggio ha inviato al governo le osservazioni contro la pubblica utilità, rinnovata dal Cipe il 19 luglio.
Stefania Pezzan, capogruppo di maggioranza, ribadisce: “Con quelle osservazioni il Comune ha ribadito la sua contrarietà evidenziando, tra l’altro, il fatto che le linee merci attuali sono sottoutilizzate. Siamo molto preoccupati per cosa potrebbe accadere al nostro territorio con la distruzione delle fonti e con la presenza dell’amianto”. Al documento di Arquata si ispira la mozione che verrà approvata stasera dal Consiglio comunale di Pontecurone.
Spiega il sindaco Ernesto Nobile: “Chiediamo al governo i motivi del rinnovo. Nessuno ha mai spiegato a cosa serva il Terzo valico, il traffico merci continua a diminuire e i costi sono enormi. Ho letto che la cava I Dossi è inserita nel documento della commissione Via: avevo garanzie, solo verbali, da Cociv sulla sua eliminazione. Sono pronto a mandare i vigili sul posto nel caso inizino i lavori senza chiarimenti”.
Davanti al presidente della Regione Roberto Cota, anch’esso favorevole a un avvio urgente dei cantieri, il sindaco di Alessandria Rita Rossa si era detta pronta a impedire ai camion di Cociv di transitare sul territorio comunale se non ci saranno garanzie sulla logistica legata al Terzo Valico.
“I sindaci – dicono dal Comitato No Terzo Valico della Vallemme – dicano no al ministro Lupi se questi non fornirà dati che dimostrino l’utilità del Terzo Valico. Siamo certi che non li ha poiché, come ha ricordato il professor Marco Ponti un anno fa a Voltaggio, non esiste un’analisi costi benefici del Terzo valico”.