Cementir, fallito il tavolo sindacale
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Giampiero Carbone - g.carbone@ilnovese.info  
1 Agosto 2013
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Cementir, fallito il tavolo sindacale

Nell'ultimo incontro ad Alessandria i sindacati avevano parlato di piccoli spiragli da parte della proprieta', ma a Roma la situazione sembra essere cambiata. Le ultime speranze sono ora legate all'incontro in Regione

Nell'ultimo incontro ad Alessandria i sindacati avevano parlato di piccoli spiragli da parte della proprieta', ma a Roma la situazione sembra essere cambiata. Le ultime speranze sono ora legate all'incontro in Regione

ARQUATA SCRIVIA – Sempre più in salita la situazione della Cementir di Arquata. Ieri, mercoledì 31 luglio, a Roma è fallito definitivamente il tavolo sindacale tra la proprietà e i rappresentanti dei lavoratori. Non è stato trovato alcun accordo ulla ristrutturazione prevista per i 4 cementifici del gruppo (oltre ad Arquata, anche Taranto, Maddaloni e Spoleto).

Sullo stabilimento arquatese l’azienda, dicono i sindacati, è rimasta ferma sulla sua decisione di cessare ogni attività a ottobre. Sarà quindi portata avanti la procedura di mobilità per tutti i 72 dipendenti, già avviata.
Dice Massimo Cogliando (Fillea-Cgil): “A questo punto, di fronte alla linea dura della proprietà, da noi rigettata, le ultime possibilità di salvare l’occupazione sono legate all’incontro di martedì in Regione e al tavolo, previsto dalla legge, che sarà convocato ai primi di settembre a Roma a Ministero del Lavoro, al quale parteciperanno anche i sindacati. In quella sede il ministero tenterà un’ultima mediazione, mentre a Torino si darà seguito al tavolo istituzionale avviato dalla Provincia nelle settimane scorse”. L’ultima speranza, spiega Cogliando, a questo punto è nel ruolo delle istituzioni: “Rivolgiamo nei loro confronti un appello per far sì che questi due ultimi passaggi siano utili a trovare una soluzione”.

Soluzione che significherebbe trovare gli ammortizzatori sociali o comuque dei fondi pubblici per permettere all’azienda di superare il grave momento di crisi, causato dalle enormi difficoltà del settore edile e dai problemi strutturali del cementificio di Arquata. Nell’ultimo incontro ad Alessandria i sindacati avevano parlato di piccoli spiragli da parte della proprietà ma a Roma la situazione sembra essere cambiata.

 

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