Oleodotto, al via i lavori della variante
Nuovo oleodotto per evitare le case della discordia. Le abitazioni, pur costruite senza rispettare le norme che imponevano una distanza minima dalla condotta, risultano essere regolari sul piano urbanistico. I lavori, affidati alla Tre Colli, prevedono un by pass lungo circa un chilometro
Nuovo oleodotto per evitare le case della discordia. Le abitazioni, pur costruite senza rispettare le norme che imponevano una distanza minima dalla condotta, risultano essere regolari sul piano urbanistico. I lavori, affidati alla Tre Colli, prevedono un by pass lungo circa un chilometro
GAVI – Sono cominciati in località Cheirasca, a Gavi, i lavori della variante al tracciato dell’oleodotto Ferrera-Genova Dn 300. L’intervento servirà a evitare che la condotta passi ancora nelle vicinanze delle ville e case della località, costruite senza rispettare le servitù che prevedevano, anche all’epoca, circa 40 anni fa, una distanza precisa dalla condotta per evitare il pericolo di incidenti in caso di rottura del tubo.
Le case, nonostante tale situazione, risultano essere del tutto regolari dal punto di vista urbanistico anche se le paline che indicano il tracciato della condotta sono talvolta all’interno dei giardini e ridosso delle recinzioni, comunque a pochi metri dalle abitazioni. Tutto tollerato negli anni, a quanto pare, sia dall’Eni sia dal Comune. L’azienda, lo scorso anno, si è limitata a spiegare che l’oleodotto non è stato costruito da Eni ma acquisito con la zona già edificata e non ha risposto alla domanda su chi abbia realizzato la condotta.
I lavori, assegnati alla Tre Colli di Carrosio, prevedono un by pass lungo circa 1 chilometro, che dalla strada di Piona si ricongiungerà alla condotta più a valle delle case, sempre in Cheirasca. L’inizio lavori era stato previsto entro la fine del 2012 ma probabilmente il maltempo ha fatto slittare l’avvio. Quattro-cinque mesi la durata, 540 mila euro la spesa prevista.
Lungo la nuova condotta la Regione ha stabilito l’obbligo di non costruire opere di qualsiasi genere, come pure fognature e canalizzazioni chiuse, a distanza inferiore di metri 5 per parte dalla tubazione. La superficie dovrà rimanere a terreno agrario, con la possibilità di eseguire le normali coltivazioni tenendo conto della profondità della tubazione.