Villette Zerbi, c’e’ l’abuso
Il Comune di Gavi ammette che le strutture costruite a Pratolungo vengono utilizzate in maniera non conforme al piano regolatore
Il Comune di Gavi ammette che le strutture costruite a Pratolungo vengono utilizzate in maniera non conforme al piano regolatore
GAVI – Ci ha messo oltre un anno ma ora il Comune di Gavi ammette che nelle ville costruite in località Zerbi a Pratolungo c’è un abuso edilizio legato al loro utilizzo non conforme al piano regolatore.Gli immobili, costruiti dalla società Sorelle Zerbo, sono destinati a ospitare i familiari dei disabili mentali della vicina residenza sanitaria Pratolungo, gestita dalla cooperativa Eliana di Grondona. In realtà, da tempo, come ha rilevato nei suoi esposti l’associazione Progetto Ambiente, l’uso non era quello previsto e le ville venivano utilizzate come abitazione.
Lo scorso anno l’associazione aveva ricevuto risposte evasive dal Comune in tal senso e persino un diniego alla visione dei documenti e si era quindi rivolta alla Procura. Di recente, in seguito alle interrogazioni dei Consiglieri Manuela Barisone e Livio Destro, il Comune aveva sostenuto che le ville “sono attualmente occupate con comodato d’uso gratuito da soci lavoratori e volontari della cooperativa Eliana [cioè i titolari della Sorelle Zerbo, secondo il presidente della coop Luca Pieranni; ndr], gestore dell’Hotel California e delle strutture stesse”. Tale utilizzo, aveva sostenuto il tecnico comunale Pierpaolo Bagnasco, punta a “preservare la funzionalità delle strutture nonché sollevare la coop dalle spese di gestione nelle more dell’evasione della pratica di ampliamento del numero di ospiti da parte dell’Asl”.
Bagnasco aveva quindi ritenuto che “tale uso transitorio collegato all’attività socio-assistenziale non consente di accertare un cambio di destinazione d’uso”.
Ora emerge che l’Asl ha scritto al Comune per smentire richieste di ampliamento del numero di ospiti della Residenza, per questo il 23 luglio dal municipio hanno effettuato un sopralluogo nel quale è emerso “il permanere di una destinazione residenziale” in alcune ville, e che “il cambio di destinazione d’uso costituisce illecito edilizio”. Il Comune ha inoltre ordinato la sospensione dei lavori in corso in alcuni edifici. Non ha però indicato alcun nome nel provvedimento, inviato, tra gli altri, alla Sorelle Zerbo, alla Regione e alla Procura.
La proprietà, per le ville in questione, non ha pagato alcun onere di urbanizzazione al Comune data la destinazione ufficiale degli immobili, cioè pertinenze della struttura sanitaria.
RETTIFICA
L’articolo in questione è suggestivo e pregno di insinuazioni lesive della reputazione della Sorelle Zerbo srl e del buon nome del sig. Paolo Zerbo e dei suoi familiari, in quanto i fatti attribuiti alla società Sorelle Zerbo srl dall’autore sono stati riconosciuti privi di qualsivoglia carattere illecito da parte dell’Autorità Giudiziaria. Il 07/07/2014 la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Alessandria, nella persona del p.m. Dott. Giancarlo Vona, ha infatti presentato richiesta di archiviazione del relativo procedimento dopo aver tenuto colloquio con il sig. Zerbo e i suoi familiari. Tale richiesta è stata quindi accolta dal G.I.P., Dott.ssa Luisa Avanzino, che ha disposto in data 01/08/2014 l’archiviazione del procedimento n. 2014/5531 R.G.N.R.. Peraltro, con specifico riferimento al pagamento degli oneri di urbanizzazione si rappresenta che nell’ottobre 2014 in riferimento agli edifici oggetto dell’articolo sono stati corrisposti al Comune di Gavi € 258.147,10 a tale titolo.