Quando l’arte diventa contemplazione
Il 3 e 4 agosto a Albera Ligure la quinta edizione del festival 'Cultura dello Spirito'. Musica, spettacoli, teatro, danza, meditazione e natura. Nuovi interpreti e tante novita': voci femminili indiane e afro-inglesi, canti sufi e qawali
Il 3 e 4 agosto a Albera Ligure la quinta edizione del festival 'Cultura dello Spirito'. Musica, spettacoli, teatro, danza, meditazione e natura. Nuovi interpreti e tante novita': voci femminili indiane e afro-inglesi, canti sufi e qawali
ALBERA LIGURE – Artisti provenienti da tutto il mondo, oltre cinquanta musicisti, esibizioni di teatro e danza, spettacoli, interazioni collettive, conferenze e laboratori di meditazione yoga. Ma soprattutto il desiderio di elevare l’arte a una forma di contemplazione capace di toccare il cuore e favorire la crescita e l’evoluzione interiore.
Torna il Festival “Cultura dello Spirito”, la kermesse internazionale, giunta alla quinta edizione, che sarà di scena domani, sabato 3, e domenica 4 agosto nella splendida cornice della Val Borbera (località Chiappeti a Albera Ligure. A organizzare la rassegna, ospitata dalla fondazione “Sahaja Yoga – Shri Mataji Nirmala Devi”, è la compagnia teatrale internazionale Tev (Theatre of Eternal Values).
Al centro della kermesse la “Cultura dello Spirito”, l’integrazione multiculturale, la contemplazione, l’energia femminile come musa della rinascita collettiva. “Nel cuore di un paradiso naturale – spiegano gli organizzatori – cresce la speranza per un mondo migliore. Artisti provenienti da Oriente e Occidente condivideranno le proprie tradizioni e culture, in un’immersione completa nella gioia della musica, l’armonia della danza, la profondità delle parole, la bellezza delle immagini e la piacevolezza di un’ambiente incontaminato”.
Tra le maggiori novità di quest’anno: nuovi interpreti internazionali, tra cui intense ed esuberanti voci femminili indiane e afro-inglesi; canti tradizionali sufi, bhajans e qawali; performance di Wind object theatre; sessioni di Aikido e laboratori interattivi di musicoterapia. Tra gli artisti spiccano Indialucìa, Pandit Prabhakar Dhakde, Vimala, Marian Mika, Anandita Basu, The Heavenly River, Avaneendra Sheolikar, Sandesh Popatkar, Deborah Eckman. Si potranno apprezzare, tra l’altro, i raga dell’India uniti alla vitalità del flamenco, le melodie folk ucraine sposate alla classica indiana e a elementi jazz, i ritmi tzigani dei paesi balcanici, le sonorità celtiche, africane e soul, la classica occidentale, la forza dirompente delle world percussions. Sitar, pianoforte, tabla, fisarmonica, violino, chitarra flamenca, cajòn sono solo alcuni degli strumenti che concorreranno a creare un’atmosfera di incontro, unione e armonia universale.
In programma anche la presentazione del nuovo cd “L’Amor che move l’alte stelle” realizzato dalla compagnia Tev, con i direttori artistici del Festival, la regista e coreografa Monia Giovannangeli e il cantautore e attore Vicotr Vertunni, assieme ai compositori Carlo Gizzi e Emanuele Gabriele, al maestro Lorenzo Tazzieri e all’Orchestra Bohème. Previste inoltre danze celtiche collettive, sessioni di Tai Chi Chuan sull’erba e laboratori di meditazione Sahaja Yoga. Sarà infine possibile degustare diversi menù multietnici “alcool free”. L’ingresso è a offerta libera e aperto a tutti.