Salva-Ilva, ok al provvedimento blindato
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Elio Defrani - e.defrani@ilnovese.info  
2 Agosto 2013
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Salva-Ilva, ok al provvedimento blindato

Dopo il sì di Montecitorio è arrivato anche quello del Senato. Governo e maggioranza hanno respinto ogni tentativo di modifica per consentire la conversione in legge: il 3 agosto il decreto sarebbe decaduto

Dopo il sì di Montecitorio è arrivato anche quello del Senato. Governo e maggioranza hanno respinto ogni tentativo di modifica per consentire la conversione in legge: il 3 agosto il decreto sarebbe decaduto

ROMA – Ieri mattina, giovedì 1° agosto, il Senato ha approvato in via definitiva il decreto “salva-Ilva”. I sì sono stati 206, 19 i no e 10 gli astenuti. I senatori del Movimento 5 Stelle non hanno partecipato al voto, mentre quelli di Sel si sono astenuti.
Il decreto consente il commissariamento da parte del Consiglio dei ministri di imprese di interesse strategico nazionale che comportino pericolo ambientale, e di conseguenza commissaria le acciaierie Ilva di Taranto. Maggioranza e governo avevano deciso di blindare il provvedimento in Senato, escludendo di fatto la possibilità di apportare modifiche, motivando la decisione con i tempi ristretti di approvazione che avrebbero reso difficile una terza lettura alla Camera (la conversione in legge doveva arrivare entro sabato 3 agosto).

Le imprese oggetto del decreto devono avere almeno mille lavoratori subordinati (il decreto del Governo ne prevedeva solo 200, la modifica è stata apportata a Montecitorio) e un’attività che comporti pericoli gravi per l’integrità dell’ambiente e della salute. Il commissario è nominato per dodici mesi (prorogabili fino a trentasei): per quanto riguarda lo stabilimento siderurgico di Taranto il commissario straordinario è Enrico Bondi, e il sub commissario Edo Ronchi. Bondi, avrà quindi il compito di garantire l’attuazione dell’Aia (autorizzazione integrata ambientale), grazie agli 8,1 miliardi che erano stati sequestrati dalla magistratura all’impresa e che vengono ora svincolati.

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