San Giacomo, dieci nuovi letti per Medicina
Sono stati donati dalla famiglia Valditerra. Faciliteranno la vita agli infermieri e consentiranno un livello di confort più elevato per i pazienti. Marforio: Imprenditori con il senso della solidarietà.
Sono stati donati dalla famiglia Valditerra. Faciliteranno la vita agli infermieri e consentiranno un livello di confort più elevato per i pazienti. Marforio: ?Imprenditori con il senso della solidarietà?.
NOVI LIGURE – Dieci letti sono stati donati dalla famiglia Valditerra al reparto di Medicina dell’ospedale di Novi. “In un momento di grave crisi economica come questa, fa piacere scoprire che ci sono ancora imprenditori che credono nei valori della solidarietà”, ha detto il numero uno dell’Asl provinciale Paolo Marforio.Il valore dei letti donati, dieci in tutto, è di circa 18 mila euro. «Nel nostro reparto passano ogni anno circa mille pazienti, i posti letto in totale sono 36», ha spiegato il primario Francesco Baldi. “Non stiamo parlando di letti qualunque – è stato spiegato ieri, giovedì 1° agosto, durante la cerimonia per la consegna – Si tratta di veri e propri presidi sanitari, che aumentano il confort e la sicurezza dei pazienti, e che consentono agli infermieri di fare più lavoro e di stancarsi meno”.
La donazione della famiglia Valditerra, rappresentata durante la cerimonia da Laura e Enrico, consente dunque di dotare un terzo delle stanze del reparto di nuove e moderne strutture.
Con un semplice clic su una pulsantiera, infatti, il letto può abbassarsi per consentire al malato di scendere più facilmente, o al contrario può alzarsi per agevolare le operazioni quotidiane degli infermieri. Può anche “piegarsi” per garantire al paziente il miglior confort possibile. Il tutto con l’intervento di un solo infermiere, mentre oggi ne servivano due.
Come ha ricordato Concetta Malvasi, dirigente del settore infermieristico, ben il 30 per cento degli operatori sanitari che lavorano al San Giacomo è “a rischio movimentazione”. “Questo significa – ha spiegato Malvasi – che per età o per problemi di salute non possono spostare pesi”. E si tratta di un problema destinato ad acuirsi nei prossimi anni, con il blocco del turn over e l’invecchiamento del personale.