Anziano novese: ‘Sono perseguitato, torno a Potenza’
La vita del 64enne Giovanni Renna e' diventata un incubo da quando, due mesi fa, ha inavvertitamente reciso una piantina del vicino, trasformatosi poi in persecutore. Da quel momento, aggressioni e pestaggi, fino alla triste soluzione: tornare nella terra d'origine e fuggire dalla citta'
La vita del 64enne Giovanni Renna e' diventata un incubo da quando, due mesi fa, ha inavvertitamente reciso una piantina del vicino, trasformatosi poi in persecutore. Da quel momento, aggressioni e pestaggi, fino alla triste soluzione: tornare nella terra d'origine e fuggire dalla citta'
NOVI LIGURE – Da quasi due mesi un novese di 64 anni, Giovanni Renna, vive con l’angoscia di poter essere aggredito in qualunque momento. Oggi ha deciso di andarsene da Novi, e di tornare a Potenza, di cui è originario. Tutto è cominciato a metà giugno, quando ha litigato con uno dei propri vicini di casa: “Stavo facendo dei lavori di manutenzione alla siepe del condominio – racconta l’uomo che vive in un alloggio delle case popolari in via Rattazzi – e inavvertitamente devo aver reciso le piantine che aveva seminato il mio vicino”.
Da quel momento, la vita di Renna è diventata impossibile: “Il giorno stesso sono stato aggredito due volte e per due volte sono finito in ospedale. La prima volta nel cortile del condominio. Mi ha colpito con due pugni ma sono riuscito a scappare in casa e a chiamare i carabinieri. La seconda volta quando sono tornato dal pronto soccorso: mi ha buttato in terra e mi colpiva. Anche in questo caso sono riuscito a fuggire e a rifugiarmi in un bar, fino all’arrivo dei militari”.
Ma non è finita qui. Pochi giorni fa un terzo episodio, ancora più grave, che ha costretto Renna a rimanere una notte in osservazione al pronto soccorso. “Il mio vicino mi ha sorpreso nelle cantine del palazzo e ha cominciato a picchiarmi – racconta il 64enne – Per fortuna le mie grida hanno richiamato l’attenzione degli abitanti che hanno chiamato il 112 e l’ambulanza”.
Giovanni Renna ha una carriera da camionista alle spalle. Poi, una decina di anni fa, è stato investito mentre andava in bicicletta. Così ha perso il lavoro in una ditta di autotrasporti. La pensione di invalidità è bassa e Renna è costretto a vivere in un alloggio dell’Atc. Ha anche chiesto all’assessore Felicia Broda di trovargli una sistemazione in un’altra casa popolare, lontano dal suo persecutore. “Mi ha risposto che di questi tempi è cosa quasi impossibile. Io torno dai miei parenti, giù a Potenza, qui non posso più vivere”.