Gita fuori porta a Pasturana e Tassarolo
Perchè non concedervi una scampagnata sulle colline, per scoprire i borghi di Pasturana e Tassarolo, tra castelli e campagne, per sfuggire al caldo opprimente della città?
Perchè non concedervi una scampagnata sulle colline, per scoprire i borghi di Pasturana e Tassarolo, tra castelli e campagne, per sfuggire al caldo opprimente della città?
TURISTI A CASA NOSTRA – Oggi vogliamo proporre una scampagnata che deciderete voi se fare in bici, a piedi o magari a cavallo. Partendo da piazza Sant’Andrea a Novi percorrere salita Maina e proseguite per strada Vecchia di Pasturana che vi porterà dritto all’antica Pieve di Pasturana, un bene artistico di grande valore recuperato ormai alcuni anni fa. Ma la Pieve non è l’unica bellezza artistica pasturanese.Ad esempio, la storia racconta che nel 1933 il Castello di Pasturana ceduto da Carlo e Bendinelli Spinola, per difficoltà economiche, divenne insieme ad altri terreni e cascine di proprietà della nobildonna Emilia Balduino moglie del marchese Gavotti le cui figlie sono le attuali proprietarie. Il Castello di Pasturana sorge su un terrazzamento di alluvioni sedimentarie dal quale domina la campagna sottostante. Rispetto ai castelli che pure si trovano nel novese che evidenziano tutti opere di fortificazione, quello di Pasturana, pur integrato da qualche opera di difesa, mostra le caratteristiche architettoniche destinate a uso residenziale. Presenta, infatti, un corpo unico all’esterno semplice che, però, nasconde la bellezza degli interni studiati per ospitare il signore e la sua corte.
Circondato da uno splendido giardino e boschi, il castello conserva l’importanza di una imponente residenza, cinta ancora in gran parte da un muro, ingentilita dalle belle logge della facciata principale. Superato il cancello di ingresso, sulla destra si scorgono una costruzione ottocentesca formata da una serie di porticati ad archi tricentrici di mattoni in cotto con pilastri rastremati alla base e la casa dei contadini. Subito dopo ci si imbatte nella bella torre feudale che reca lo stemma degli Spinola, unica testimonianza del luogo dove probabilmente all’epoca del potentissimo Opizzino Spinola sorgeva il maniero pasturanese.
Morto a Serravalle senza eredi, Opizzino Spinola lasciò alcuni feudi tra cui Pasturana, al suo grande amico Marchese di Monferrato, in seguito Pasturana fu venduta a Bongiovanni Trotti, il primo dei Trotti di Pasturana. Gli Spinola, tuttavia, ricompaiono a Pasturana con il conte Filippo Spinola infeudato con regio diploma il 5 ottobre 1636. Lo Spinola, che è anche signore di Tassarolo acquista “alcuni effetti sul territorio di Pasturana l’anno 1657 die 11 giugno”.
Secondo talune ricerche storiche si fa risalire proprio alla prima metà del Seicento la costruzione del Castello voluta dal conte Filippo per Massimiliano, suo prediletto fra gli altri dieci figli. Da qual momento Pasturana fu la residenza stabile dei marchesi Spinola per quel ramo che si era ormai diviso dagli Spinola tassarolesi. Rimasero ininterrottamente a Pasturana fino a quel 13 giugno 1933 quando subentrò la nobildonna Emilia Balduino. Senza dubbio il bel castello di Pasturana merita una visita. Per ora viene aperto solo in occasione di un annuale concerto e di qualche intrattenimento mondano.
Alle spalle di Pasturana scorre il torrente Riasco che si getta nel Lemme poco più a valle. Questo spazio è stato teatro anche della Battaglia di Novi del 1799 e non a caso il Riasco era anche conosciuto come il “rio dei morti”. A quel tempo il terreno era coperto di vigneti, divisi fra loro da muretti di pietra e tagliati a terrazzi lungo il fianco delle alture. La Battaglia di Novi iniziò alle prime ore del mattino del 15 agosto 1799. Per approfondire questa pagina di storia vi consigliamo il volume dal titolo “1799, le baionette sagge” di Marco Galandra e Marco Baratto (Gianni Iuculano editore).
Dopo aver ammirato questa dimora, prima di riprendere il cammino, potete fare una pausa al Birrificio
Ma l’origine dell’attuale castello è attribuita agli Spinola di Luccoli che ricevono l’investitura del feudo direttamente da Enrico VII di Lussemburgo nel 1312. Questo maniero serba ancora segni tangibili di un importante passato quando a Tassarolo c’era la zecca. Sulla rivista “Panorama Numismatico” a firma Sandrino Bruno è apparso un interessante articolo sulla zecca di Tassarolo della quale vi è ancora testimonianza al castello. Si legge su “Panorama Numismatico”: “L’imponente fabbricato della zecca esistente ai piedi del loggiato del castello non ha subito nei secoli trasformazioni o restauri importanti; esiste ancora una grande vasca di raccolta acqua (riserva idrica in caso di assedio) e alcune grandi stanze; il pianterreno era usato come deposito delle carrozze”. Verso la metà del XVI secolo il castello viene trasformato in residenza di campagna. Si abbassano le torri e si abbatte la parte superiore della cortina verso est realizzando un porticato. Nella parte centrale si crea un cortiletto con un profondo pozzo. Nel rifacimento, nelle torri e nelle facciate vengono mantenute le feritoie a bocca di lupo ancora oggi visibili.
A Tassarolo troverete poi il golf “Colline di Gavi”, nato nell’ormai lontano 1991 con le prime nove buche executive, e, in pochi anni, diventato uno dei migliori campi del basso Piemonte, grazie alla progettazione delle 18 buche da campionato disegnate da Luigi Rota Caremoli, uno dei progettisti più noti d’Italia. A Tassarolo i prodotti della tradizione sono gli agnolotti (Tassarolo è stato il primo comune nei pressi di Novi a dedicare a questo piatto della tradizione una sagra) e il Nibio’, vino rosso che si abbina davvero molto bene a questa prelibata pasta ripiena. Dopo un po’ di riposo in uno dei locali presenti a Tassarolo ritornate a Novi. E se non avete più le forze dopo un lungo saliscendi per le colline novesi, fatevi venire a prendere…