Gita ad Arquata Scrivia
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Marzia Persi - m.persi@ilnovese.info  
18 Agosto 2013
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Gita ad Arquata Scrivia

Dal centro storico cittadino, dove potrete ammirare la Casa Gotica e via Interiore, fino al Museo Contadino di Volpara e a quello della Resistenza di Rocchetta, passando per gli incantevoli paesaggi della Valborbera

Dal centro storico cittadino, dove potrete ammirare la Casa Gotica e via Interiore, fino al Museo Contadino di Volpara e a quello della Resistenza di Rocchetta, passando per gli incantevoli paesaggi della Valborbera

TURISTI A CASA NOSTRA  – Nel nostro viaggio per il novese, merita certamente una sosta il centro storico di Arquata, in particolare via Interiore e la Casa Gotica. Improvvisiamoci professori di storia: il diritto a riscuotere il dazio conferito a Opizzino Spinola e la sua investitura a feudatario (1313) segnano l’inizio di un periodo caratterizzato da una certa vivacità dell’attività edilizia di Arquata.
Sono ascrivibili a questo periodo, oltre all’ospedale (1325), anche diverse case del borgo, come testimonia la data incisa sulla chiave di un portale: è dunque assai probabile che risalga a questo periodo anche l’edificio ubicato nella via Interiore al civico 31.
Alfredo D’Andrade, in occasione di una visita a Arquata avvenuta nel 1882, notò la presenza di diverse case con pareti intelaiate, rimasto particolarmente colpito da questa, ne stilò dettagliati schizzi di rilievo. In una nota a margine egli osservava: “casa intarallata in legno, molte di queste si vedono tuttora in Arquata, specie nei vicoli che dalla via Maestra salgono verso il Castello. Questi vicoli con queste case sono estremamente pittoreschi”.

Sono chiaramente leggibili alcuni elementi architettonici tipicamente medievali, quali la decorazione a dentelli della colombaia nel timpano, alcune fasce di mattoni a spinapesce, gli aggetti propri alla tecnica costruttiva delle pareti intelaiate.
La tipologia edilizia richiama la cosiddetta maison à la guise de France, la tipica casa medievale di città, con bottega a piano strada, ingresso e scala in posizione laterale, locali abitativi al primo e al secondo piano.
La Casa Gotica presenta i caratteri di un vero e proprio reperto archeologico anche e soprattutto come testimonianza eccezionale della tecnica costruttiva a pareti intelaiate. Eccezionalità che deriva dalla sua collocazione geografica, eccentrica rispetto al mondo nordico dove tale tecnica veniva impiegata largamente fino a epoche relativamente recenti.
Oltre a ciò, nel Nord Italia le testimonianze di abitazioni medievali sopravvissute indenni da pesanti alterazioni sono comunque assai rare: ricordiamo gli esempi di Bologna, di Como, e del Ricetto di Candelo nel biellese.

Ben nota e documentata è invece la tecnica del cosiddetto Fachwerk tedesco caratterizzato da sofisticata struttura lignea, lasciata a vista, come elemento decorativo delle facciate. Nella casa di Arquata molto probabilmente l’intelaiatura era già in origine coperta da scialbature di calce o da veri e propri strati di malta, ma ciò andrà appurato mediante analisi stratigrafiche degli intonaci.
Per quanto riguarda lo schema dell’intelaiatura, questa casa si differenzia dagli esempi nordici per una maggiore semplicità e per l’apparente assenza di elementi diagonali di controventatura. In questo sembra richiamare piuttosto altre tipologie meridionali, quali sono ancor oggi visibili in Spagna, a Segovia, in alcune case mudéjare: le abitazioni degli ultimi mussulmani in territorio europeo.

Da Arquata Scrivia potete prendere la provinciale che conduce in Val Borbera. Se siete stanchi di visitare musei, siti archeologici e borghi medioevali, immergetevi nella magnifica natura valborberina e magari, ben attrezzati, sostate lungo le rive del torrente Borbera all’altezza delle “Strette”. Ottimo luogo per una grigliata a Ferragosto. Il luogo è attrezzato e quindi basta portare le cibarie se poi le libagioni sono state particolarmente “pesanti” fermatevi anche a dormire. Non è raro trovare alcuni “campeggiatori” che si godono la bellezza delle montagne dall’alba al tramonto. Accanto alla natura, però, anche in val Borbera c’è cultura e allora vi proponiamo una visita al Museo Contadino di Volpara. Si tratta di un museo nato un po’ per caso ma che si è arricchito di anno in anno, fino a includere, oggi, diverse centinaia di pezzi. Attrezzi da lavoro, oggetti per la casa, libri e documenti raccontano come era la vita di un tempo nei piccoli paesi dell’Appennino ligure-piemontese. Testimonianze di piccoli, grandi eventi, i cui protagonisti sono stati gli abitanti della valle.

Prima, però, di raggiungere Volpara fate una sosta a Rocchetta Ligure per visitare il Museo della Resistenza e della Vita Sociale in Val Borbera che ha sede a palazzo Spinola. Il Museo è stato fondato nel 1990 per iniziativa del Comune e della Regione Piemonte.
Raccoglie immagini fotografiche, armi, proiettili, oggetti come radio da campo, borracce, borse, zaini e altri utensili dei partigiani della zona. Inoltre tramite anche un percorso didattico iconografico in ordine cronologico dove sono illustrati con testi e foto le fasi della Guerra di Liberazione dal 1943 al 1945. Nel 2003 è stato dedicato a Giambattista Lazagna.

 

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