Gita a Libarna
Home
Marzia Persi - m.persi@ilnovese.info  
19 Agosto 2013
ore
00:00 Logo Newsguard

Gita a Libarna

Il tour del novese ci porta in questo appuntamento a visitare l'antica citta' romana, dove sono ancora visibili l'anfiteatro, il teatro, due quartieri di abitazioni e alcune strade. Dopo aver perlustrato il sito, per completare l'opera bisogna recarsi alla sala espositiva del Comune di Serravalle, dove si trovano alcuni reperti

Il tour del novese ci porta in questo appuntamento a visitare l'antica citta' romana, dove sono ancora visibili l'anfiteatro, il teatro, due quartieri di abitazioni e alcune strade. Dopo aver perlustrato il sito, per completare l'opera bisogna recarsi alla sala espositiva del Comune di Serravalle, dove si trovano alcuni reperti

TURISTI A CASA NOSTRA – Un altro appuntamento con nuovi spunti per gite fuori porta nel territorio novese tra arte, cultura, natura. Certamente un luogo che merita una visita è l’antica città romana di Libarna a Serravalle Scriva. L’attuale area archeologica rappresenta una piccola parte dell’antica città, che occupava una superficie molto più estesa. Sono visibili l’anfiteatro, il teatro, due quartieri di abitazioni e alcune strade urbane, mentre le terme e il foro dopo gli scavi archeologici sono stati reinterrati. Le terme, ubicate tra il quartiere dell’anfiteatro e il teatro, occupavano la superficie di quattro isolati; il foro si trovava invece al di fuori dell’attuale perimetro dell’area archeologica, lungo il decumano massimo in direzione opposta all’anfiteatro.

L’origine del popolamento della piana di Libarna risale alla media età del Ferro (VI-V secolo a.C.), quando la creazione di un emporio etrusco a Genova nella prima metà del VI secolo a.C. attivò lungo la valle della Scrivia una direttrice commerciale verso la pianura padana e le aree transalpine. L’importanza dell’insediamento protostorico è confermata dall’origine preromana del nome (Libarna) della città romana, che compare in alcune fonti antiche, quali Plinio, l’Itinerarium Antonini e la Tabula Peutingeriana; del centro preromano essa eredita il ruolo e la funzione di punto strategico lungo una grande arteria di traffico (via Postumia). Il collegamento con la grande strada consolare è all’origine dello sviluppo di Libarna, centro con connotazioni commerciali e di transito funzionali alla sosta di persone e di merci lungo la via che collegava Genova a Aquileia.

Tra il II e il I secolo a.C., l’apertura della via Postumia (148 a.C.) e la concessione della cittadinanza, prima latina e poi romana, favorirono l’attuazione di una pianificazione urbanistica programmata, le cui tracce sono evidenti nel reticolato dell’impianto urbano, che segue l’orientamento della via consolare. Le dimensioni e le caratteristiche degli edifici pubblici e privati delineano l’immagine di una città di notevoli dimensioni e di rilevante densità demografica. I reperti rinvenuti nel corso degli scavi testimoniano un consistente flusso eco-nomico e commerciale nel corso dei primi secoli dell’impero e un indebolimento dei commerci a partire dal III secolo d.C.

La fiorente città sembra quindi perdere progressivamente importanza in età tardoantica, parallelamente al declino della via Postumia, Libarna venne riscoperta nel XIX secolo in occasione dei lavori per la costruzione della Strada Regia dei Giovi (1820-1823) e della ferrovia Torino-Genova (1846-1854). Le indagini archeologiche hanno in seguito riportato alla luce resti di edifici monumentali e quartieri di abitazioni, grazie ai quali è stato possibile ricostruire l’assetto urbano del sito.

I reperti archeologici provenienti dagli scavi di Libarna sono in parte conservati in collezioni private e in parte custoditi presso il Museo di Antichità di Torino e il Museo di Archeologia Ligure di Genova Pegli. Soltanto alcuni reperti sono rimasti a Serravalle Scrivia e sono oggi esposti nella Sala Espositiva che ha sede al piano terreno del Palazzo Municipale, in via Berthoud 49. Una visita a questo spazio espositivo, allestito nel 2006 e corredato da precise didascalie, si rivela di grande interesse per chi abbia visitato la zona archeologica e voglia arricchire la sua conoscenza della vita quotidiana nell’antica città romana. Le vetrine della prima parte della sala contengono i circa 60 pezzi della collezione raccolta dal canonico novese Giovanni Francesco Capurro. La Collezione raccoglie materiali di pregio, databili ai primi secoli dell’Impero, testimoni della ricchezza della città romana di Libarna.

Di notevole interesse, tra i reperti proposti al visitatore, si segnalano la grande epigrafe dello scrivano Catius Martialis, datata al II secolo d.C., e la parte centrale di un pinax: il termine, che deriva dal greco e significa tavoletta dipinta, appesa come ex voto alle statue delle divinità, alle pareti dei santuari o agli alberi sacri, indica una lastra di marmo decorata su un lato con la testa di Pan e sull’altro con quella della Gorgone. Insieme ai numerosi frammenti lapidei e fittili di capitelli, fregi decorativi, cornici e partiture architettoniche sono esposte anche due anfore integre e un’ansa contrassegnata da un bollo ancora non identificato. Nella seconda parte della sala trovano posto i reperti di proprietà Statale, concessi in deposito temporaneo, dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte, al Comune di Serravalle Scrivia. Nelle vetrine sono esposti alcuni esempi di vasellame da mensa in ceramica, lucerne fittili, una fontana decorata con motivi marini e due piccole erme. Notevole è poi il frammento di pavimentazione in opus sectile realizzato nel II secolo d.C., con pregiati materiali marmorei: l’emblema costituiva certamente la decorazione della parte centrale di una raffinata sala.

 

Articoli correlati
Leggi l'ultima edizione