Quella partita di calcio che poteva cambiare l’Italia
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Elio Defrani - e.defrani@ilnovese.info  
25 Agosto 2013
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Quella partita di calcio che poteva cambiare l’Italia

Enrico Varrecchione ha presentato il romanzo 'Crvena Zvezda': un libro che riscrive la storia del Milan e del suo presidente Silvio Berlusconi

Enrico Varrecchione ha presentato il romanzo 'Crvena Zvezda': un libro che riscrive la storia del Milan e del suo presidente Silvio Berlusconi

NOVI LIGURE – Un giovane autore si cimenta con il suo primo romanzo. Con difficoltà riesce a trovare un editore disposto a credere nel progetto. La prima bozza scompare inghiottita dall’inefficienza del sistema postale. La prefazione, affidata a un cantante di grido, arriva pochi minuti prima che la tipografia inizi la stampa. Ma le macchine si bloccano, il testo del romanzo va inviato a un’altra tipografia, con un differente formato. Così, all’alba del giorno di ferragosto va trovato un grafico disposto a lavorarci sopra. Finalmente il libro viene stampato e inviato all’autore. Il camion che trasporta gli oltre 70 chilogrammi di libri però si rovescia in una curva tra Alessandria e Tortona. Alla fine, nonostante tutto, le copie arrivano a Novi Ligure in tempo per la presentazione ufficiale alla biblioteca civica di via Marconi.

Sembra un racconto surreale, un’opera di fantasia. Invece è tutto vero, ed è quanto accaduto a Enrico Varrecchione [nella foto], gaviese di 26 anni, per lungo tempo giornalista per la nostra testata e ora in procinto di partire per un master di dodici mesi in Svezia.
Varrecchione ha infatti appena dato alle stampe “Crvena Zvezda” (sottotitolo: “09/11/1988, Cosa stavi facendo un anno prima della caduta del muro di Berlino?”) e giovedì 22 agosto lo ha ufficialmente presentato alla città, passando indenne – o quasi – attraverso una serie di eventi che avrebbero scoraggiato chiunque. “Crvena Zvezda” è un racconto di “ucronia”: potremmo chiamarla storia alternativa, quasi al limite con la fantascienza. “Cosa sarebbe accaduto se…?”, è la domanda di fondo di ogni racconto di ucronia. Se Hitler avesse vinto la guerra, se Mosca non avesse ritirato i missili da Cuba, se Mussolini si fosse schierato con gli Alleati anziché con i nazisti, e via fantasticando.

L’interrogativo da cui parte Varrecchione sembra molto meno importante: il risultato di una partita di calcio. Esattamente un anno prima del crollo del muro di Berlino, il 9 novembre 1988 che fa da sottotitolo al romanzo, allo stadio Maracana di Belgrado si gioca Stella Rossa-Milan. Lo Stella Rossa (Crvena Zvezda, in serbo) conduce per 1-0 ed è in superiorità numerica, poi sullo stadio cala una nebbia fittissima. Nella realtà, l’arbitro è costretto a sospendere il match, che viene ripetuto il giorno dopo. Il Milan di Arrigo Sacchi si afferma ai rigori e vince la Coppa dei Campioni. Silvio Berlusconi, che due anni prima aveva rilevato un Milan in crisi di soldi e di vittorie, inizia la sua corsa verso il successo, che lo porterà, come tutti sappiamo, a essere quattro volte presidente del consiglio. Ma cosa sarebbe successo se quella nebbia non fosse scesa sul campo?

“Tanto per cominciare il Milan non avrebbe vinto la partita e la Coppa – spiega l’autore – E l’anno dopo nemmeno, visto che il deludente risultato in campionato non gli avrebbe garantito l’accesso alla competizione internazionale”. Insomma, l’astro di Berlusconi non avrebbe neanche cominciato a brillare, non sarebbe sceso in politica e la storia italiana degli ultimi vent’anni sarebbe stata completamente diversa. O no?
“Nel libro non esprimo giudizi su Berlusconi o su altri politici – afferma Enrico Varrecchione – Non è un libro pro o contro il Cavaliere. È solo un racconto di fantasia. Senza Berlusconi l’Italia oggi sarebbe un Paese migliore? Non ne sono poi così sicuro”.

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