Primarie per il sindaco, Moncalvo nell’arena web
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Elio Defrani - e.defrani@ilnovese.info  
30 Agosto 2013
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Primarie per il sindaco, Moncalvo nell’arena web

Il coordinatore dell'Idv vara la lista civica "Noi x Novi" e lancia un sondaggio su internet per scegliere il candidato sindaco del centrosinistra. Intanto il Pd lunedì dovrà approvare data e regolamento delle primarie. Ma sui requisiti per partecipare alla consultazione potrebbe aprirsi lo scontro interno.

Il coordinatore dell'Idv vara la lista civica "Noi x Novi" e lancia un sondaggio su internet per scegliere il candidato sindaco del centrosinistra. Intanto il Pd lunedì dovrà approvare data e regolamento delle primarie. Ma sui requisiti per partecipare alla consultazione potrebbe aprirsi lo scontro interno.

NOVI LIGURE – Mentre si avvicina la data di lunedì 2 settembre, quando il Partito Democratico novese sarà chiamato a decidere regole e data per le primarie cittadine, su internet già impazza il toto sindaco. Ci ha pensato Paolo Moncalvo [nella foto], già coordinatore dell’Italia dei Valori per la zona di Novi e oggi fondatore di una lista civica – “Noi x Novi” è il nome – che si presenterà alle prossime elezioni amministrative, con ogni probabilità alleata del centrosinistra.

Moncalvo, attraverso il proprio sito personale, sta promuovendo un sondaggio chiedendo ai visitatori di scegliere chi vorrebbero come candidato sindaco del centrosinistra alle elezioni comunali del 2014. Un’ottantina finora i votanti, ma è lo stesso Moncalvo a mettere le mani avanti: “Ovviamente non si tratta di una sondaggio scientifico, è semplicemente un modo per consentire a chi lo desidera di esprimere una preferenza, un orientamento, un suggerimento”.

In testa, per ora, c’è l’assessore alla cultura di area Pd Simone Tedeschi, tallonato a brevissima distanza proprio da Paolo Moncalvo. In terza posizione Stefano Gabriele, consigliere comunale eletto nella lista civica “Venti x Novi”, nel 2009. Più distanziati i “politici di professione”, come Graziano Moro e Rocchino Muliere, entrambi del Pd. Un anticipo delle primarie? Una “conversione” alle regole del web? “Niente affatto – spiega Moncalvo – Anzi, è importante mettere in rilievo come internet, sebbene abbia rivoluzionato la nostra vita, non possa essere considerato come il luogo principale dove discutere di politica. Noi faremo come abbiamo sempre fatto: saremo tra la gente, ad ascoltare i loro problemi. Che ce li vogliano raccontare via mail o al bar”.

E se la lista civica di Moncalvo sta muovendo i primi passi, il Pd da lunedì farà partire la macchina organizzativa delle primarie. La segreteria dei democratici novesi ha infatti elaborato una bozza di regolamento per lo svolgimento della consultazione, che sarà sottoposta proprio il 2 settembre all’approvazione dell’assemblea degli iscritti. Secondo la bozza di regolamento, potranno votare tutti i novesi che abbiano compiuto 16 anni, nonché gli stranieri regolarmente residenti a Novi. Come in passato, per votare bisognerà chiedere l’iscrizione all’albo degli elettori del Pd e versare una piccola somma (2 euro). L’iscrizione all’albo potrà avvenire direttamente il giorno delle consultazioni.

 
Più complicata la gestione dell’“elettorato passivo”. Sempre in base alla bozza di regolamento, chi vorrà candidarsi dovrà ottenere il sostegno di almeno il 50 per cento dei componenti del coordinamento cittadino del Pd. In alternativa, serviranno le firme di almeno un quarto degli iscritti della sezione. O ancora, nel caso in cui la campagna di tesseramento non sia ancora iniziata, basteranno tra le 50 e le 100 firme di cittadini iscritti all’albo degli elettori del Pd. Il Partito Democratico novese dovrà decidere, oltre alla data delle primarie, anche la data entro cui gli aspiranti candidati dovranno presentare le firme necessarie.

E proprio sui “numeri” necessari a candidarsi potrebbe aprirsi lo scontro interno: il regolamento novese, infatti, stabilisce soglie più restrittive rispetto a quelle nazionali. Si parla del 50 per cento delle firme del coordinamento e del 25 per cento delle firme degli iscritti, contro rispettivamente il 10 e il 3 per cento stabiliti dal regolamento quadro nazionale. Cifre che potrebbero tagliare le gambe a più di un possibile candidato.

 

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