Parlamentari Pd dalla parte dei sindaci
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Giampiero Carbone - g.carbone@ilnovese.info  
4 Settembre 2013
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Parlamentari Pd dalla parte dei sindaci

Daniele Borioli, Federico Fornaro e Stefano Esposito si schierano con gli amministratori locali, chiedendo che l'avvio dei lavori con lo scavo della galleria di Voltaggio, venga fermato almeno fino all'arrivo degli studi sull'amianto

Daniele Borioli, Federico Fornaro e Stefano Esposito si schierano con gli amministratori locali, chiedendo che l'avvio dei lavori con lo scavo della galleria di Voltaggio, venga fermato almeno fino all'arrivo degli studi sull'amianto

TERZO VALICO – “Il Ministro congeli gli effetti dell’autorizzazione rilasciata a Cociv e accolga la richiesta dei sindaci”. I parlamentari del Pd Daniele Borioli, Federico Fornaro e Stefano Esposito si schierano con gli amministratori locali nel chiedere che l’avvio dei lavori del Terzo Valico con lo scavo nella galleria di Voltaggio, annunciato per martedì prossimo dal consorizo di imprese, venga impedito in attesa della conclusione degli studi su amianto ( (indicato in percentuali pari al 20% in Val Lemme e del 50% ad Arquata Scrivia), tutela delle fonti e dell’approvazione definitiva del piano cave.

L’ok ottenuto dal Ministero dell’Ambiente a luglio prevede il conferimento provvisorio dello smarino (privo di amianto secondo Cociv) all’impianto Sap di Alessandria e a Rondissone (To), in attesa del piano cave ma i 3 esponenti del Pd, pur ribadendo che il Terzo Valico è “un’opera fondamentale”, definiscono la decisione di Cociv un’inopportuna esibizione muscolare verso le comunità locali, che rischia di compromettere i rapporti con il territorio, stante il mancato completamento degli approfondimenti geognostici e procedurali, richiesti non solo dalle amministrazioni territoriali a garanzia delle popolazioni e dell’ambiente, ma dalla stessa Regione”.

Nel mirino il commissario governativo del Terzo Valico, Walter Lupi: “La sua scelta è inaccettabile perché, prescindendo dal confronto con le amministrazioni locali e i parlamentari, alimenta la tensione senza garantire il regolare percorso di realizzazione dell’infrastruttura.
È perciò fondamentale che il Ministro dell’ambiente Andrea Orlando (anch’egli del Pd, ndr) intervenga per congelare gli effetti dell’autorizzazione rilasciata a Cociv e disporre l’accoglimento della richiesta dei sindaci, spiegando a Lupi che è stato nominato non per prendere decisioni con se stesso ma per contribuire a costruire un clima collaborativo tra tutti i soggetti”.

Intanto, i comitati No Terzo Valico rilevano come nel decreto legge che ha abolito l’Imu “sarebbero stati quasi azzerati i soldi a disposizione del Terzo Valico nel 2015”. Citando il testo del provvedimento, evidenziano come fra 2 anni per la contestata linea ferroviaria, invece dei 120 milioni annui dal 2015 al 2024 stanziati dal Cipe dopo lo stop ai fondi deciso a giugno dal governo, ne sarebbero a disposizione solo 13.
“Il Terzo Valico – dicono i comitati – evidentemente vacilla sotto i colpi dell’opposizione popolare, se ad ogni occasione utile gli vengono tolti i finanziamenti.

Ricapitolando, i soldi in mano a Cociv sono solo i 500 milioni del primo lotto a cui se ne aggiungerebbero 13 nel 2015 e 120 ogni anno dal 2016 al 2024 rispetto ad un costo totale a preventivo di 6,2 Miliardi di Euro.
Di questo passo, forse nel 2124 verrà tagliato il nastro di inaugurazione del Terzo Valico”.
“Devo ancora leggere il decreto – dice Fornaro – ma, come l’altra volta, non credo ci sia alcun intento del governo di togliere fondi al Terzo Valico ma solo una necessità di avere la copertura finanziaria al bilancio 2013 dello Stato. I soldi torneranno il prossimo anno”.

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