Raggiunto l’accordo per il Gavi Docg, ma Coldiretti non firma
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Giampiero Carbone - g.carbone@ilnovese.info  
14 Settembre 2013
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Raggiunto l’accordo per il Gavi Docg, ma Coldiretti non firma

Per la prima volta dalla sua istituzione, una delle tre associazioni agricole non sottoscrive, almeno per ora, alla commissione paritetica sul prezzo delle uve. Mentre Cia e Confagricoltura hanno detto si', a Torino, nonostante la mediazione della Regione, la federazione coltivatori diretti ha negato la sua adesione.

Per la prima volta dalla sua istituzione, una delle tre associazioni agricole non sottoscrive, almeno per ora, alla commissione paritetica sul prezzo delle uve. Mentre Cia e Confagricoltura hanno detto si', a Torino, nonostante la mediazione della Regione, la federazione coltivatori diretti ha negato la sua adesione.

GAVI – Per la prima volta dalla sua istituzione, una delle tre associazioni agricole non firma, almeno per ora, l’accordo raggiunto nella commissione paritetica del Gavi Docg. Mentre Cia e Confagricoltura hanno detto sì, a Torino, nonostante la mediazione della Regione, Coldiretti si è rifiutata di sottoscrivere a causa della decisione di portare al massimo le rese per ettaro, cioè 95 q.

Sui prezzi minimi delle uve i produttori hanno ottenuto dagli imbottigliatori quanto richiesto dall’assemblea di lunedì alla Cantina Produttori di Gavi, 72,5 euro al quintale per la fascia di gradazione più bassa (da 9,5 a 11,20 gradi), quella con la quale si dovrà avere a che fare quest’anno.

Lo scorso anno l’accordo era arrivato a 65,5 euro. Incrementi anche per le altre due fasce: 76,5 euro tra 11,21 e 12,4 gradi e 92 euro oltre. Cifre come sempre più elevate per il Docg prodotto nel territorio del Comune di Gavi: 91,5 euro, 94,5 euro e 111 euro.
La rottura è arrivata, come si diceva, sulle rese: fin dal primo incontro la parte industriale chiedeva di innalzarla a 95 q per ettaro, il massimo consentito dal disciplinare per andare incontro alle esigenze del mercato, mentre la controparte si era rifiutata temendo l’accumulo di giacenze e quindi un possibile crollo dei prezzi. Nell’assemblea di lunedì il mandato per le associazioni agricole in paritetica era di non andare oltre 92 q.

Spiega Carlo Ricagni (Cia): “Durante il confronto è emerso un fatto nuovo: le giacenze del Gavi non sono i 17 mila ettolitri che si pensava potessero bastare fino a novembre ma solo 13 mila. In sostanza, già adesso non c’è più vino. L’assessore regionale Claudio Sacchetto ha quindi deciso di non scendere sotto i 95 q, come richiesto nelle precedenti sedute dalla parte industriale. Cia e Confragricoltura, stante questa nuova situazione, hanno firmato l’accordo con gli imbottigliatori, mentre Coldiretti si è rifiutata insieme alla Cantina Produttori del Gavi. Per noi è un ottima intesa”.

Emiliano Bracco (coldiretti) spiega la posizione della sua associazione: “La mancata firma dell’accordo è dovuta al fatto che il mandato dei nostri associati parlava di altre cifre sulla resa nonché sul prezzo di vinificazione. Lunedì faremo il punto della situazione e parleremo con i tesserati per capire il da farsi. Rilevo che in precedenza le associazioni agricole erano tutte d’accordo sulla resa e ora non è più così”.
L’assessore Sacchetto esprime soddisfazione e non cita la mancata adesione della Coldiretti e di una realtà importante come la Cantina Produttori: “Il raggiungimento dell’accordo rappresenta di per sé già un successo, l’aver chiuso la commissione paritetica riportando un arrotondamento verso l’alto del prezzo a favore degli agricoltori non può che essere visto come un ulteriore elemento che impreziosisce il risultato complessivo dell’intesa”.  Anche la Cantina Produttori dovrebbe convocare una nuova assemblea dei soci.

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