A processo per la Tia
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Giampiero Carbone - g.carbone@ilnovese.info  
28 Settembre 2013
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A processo per la Tia

Acos Ambiente e il Comune di Arquata Scrivia risolveranno le proprie divergenze davanti al giudice. Al centro del contendere il pagamento di 170 mila euro di tassa sui rifiuti

Acos Ambiente e il Comune di Arquata Scrivia risolveranno le proprie divergenze davanti al giudice. Al centro del contendere il pagamento di 170 mila euro di tassa sui rifiuti

ARQUATA SCRIVIA – Acos Ambiente ha citato in giudizio il Comune di Arquata per il mancato pagamento di circa 170 mila euro riferito alla Tassa Igiene Ambientale (Tia, oggi trasformata in Tares) per il servizio raccolta e smaltimento rifiuti per gli anni dal 2006 al 2009.
In particolare, come era già avvenuto con l’amministrazione comunale di Serravalle, la lite è scaturita da una sentenza della Corte Costituzionale che ha stabilito, nel 2010, che la bollettazione della Tia doveva essere per forza di cose in capo ai Comuni e non più alle società alle quali è stato assegnata la raccolta. Arquata da allora ha ripreso a inviare le bollette ma sugli anni pregressi non c’è stata intesa su quello che spettava a Acos Ambiente e ciò che andava all’amministrazione comunale.

Spiega l’assessore al bilancio Alberto Basso: “Su 800-900 mila euro di tasse a ruolo per gli anni in questione, una parte, circa 470 mila euro, sono contribuenti morosi ancora riscuotere, cifre che in parte devono andare a Acos e in parte al Comune. La società ci chiede 170 mila euro ma noi riteniamo che non debbano essere versati per loro inadempienze. Per questo, siamo stati citati in tribunale e ora ci costituiremo in giudizio”.
L’amministrazione comunale ha incaricato l’avvocato Andreina Gastaldo di Alessandria. Gianni Coscia, presidente di Acos Ambiente, si limita a dichiarare: “La situazione è simile a quella di Serravalle. Ognuno ha le sue posizioni, preferisco non fare polemiche”. 

La lite tra Acos Ambiente e Serravalle si è chiusa, dopo alcuni anni, nel giugno scorso. Dopo numerosi tentativi di conciliazione, la vicenda era finita anche in quel caso in tribunale: Acos Ambiente aveva citato il Comune richiedendo non solo le somme a suo dire dovute (oltre 500 mila euro) ma anche gli interessi di mora e la rivalutazione monetaria, facendo crescere di molto la cifra complessiva.
Il Comune in passato non si era ritenuto soddisfatto delle modalità di riscossione della tassa da parte di Acos Ambiente nei confronti dei contribuenti, per questo non aveva pagato il servizio riferito a quel periodo. Alla fine, ha però ha deciso di pagare 473 mila euro, riconoscendo che Acos Ambiente aveva ragione nel chiedere di essere pagata, posizione che Arquata non ritiene corretta

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