Villette Zerbo, sbagliati i mappali
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Giampiero Carbone - g.carbone@ilnovese.info  
4 Ottobre 2013
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Villette Zerbo, sbagliati i mappali

Il provvedimento era stato sottoscritto dal capo dell’ufficio tecnico del Comune di Gavi, Pierpaolo Bagnasco, a oltre un anno dalle segnalazioni dell’associazione Progetto Ambiente sull’uso degli edifici non conforme alla loro destinazione

Il provvedimento era stato sottoscritto dal capo dell’ufficio tecnico del Comune di Gavi, Pierpaolo Bagnasco, a oltre un anno dalle segnalazioni dell’associazione Progetto Ambiente sull’uso degli edifici non conforme alla loro destinazione

GAVI – Sbagliati i mappali indicati nell’ordinanza emanata a luglio sulle ville di proprietà della società Sorelle Zerbo a Pratolungo.  Il provvedimento era stato sottoscritto dal capo dell’ufficio tecnico del Comune di Gavi, Pierpaolo Bagnasco, a oltre un anno dalle segnalazioni dell’associazione Progetto Ambiente sull’uso degli edifici non conforme alla loro destinazione. Le ville, sulla carta, dovrebbero essere una foresteria per ospitare i familiari degli ospiti della struttura sanitaria Residenza Pratolungo. Invece, il Comune ha finalmente constatato ciò che avviene sin dalla conclusione dei lavori, cioè un uso residenziale, che costituisce un abuso edilizio.

L’ordinanza, inviata anche alla Procura di Alessandria, contiene però un errore che potrebbe metterne a rischio l’efficacia se i destinatari, cioè la famiglia Zerbo, titolare della Sorelle Zerbo, decidessero di impugnare l’atto davanti al tribunale amministrativo regionale (Tar) del Piemonte, chiedendone l’annullamento.
Progetto Ambiente sostiene: “Ogni provvedimento deve necessariamente riportare dati corretti poiché, a esempio, l’erronea indicazione del mappale costituirebbe vizio del procedimento che travolgerebbe il procedimento, come ha stabilito il Tar Lombardia con la sentenza 1897 del 18 luglio scorso. Pertanto, sarebbe opportuno procedere a una verifica dei dati catastali riportati nell’ordinanza”.

C’è di più, rispetto al provvedimento firmato da Bagnasco: con il sopralluogo il tecnico comunale ha constatato un cambio di destinazione d’uso degli immobili in base alla legge regionale 19 del 1999, situazione che, come ricorda Progetto Ambiente, prevede sanzioni penali ma non l’abbattimento degli immobili abusivi, possibile solo se viene evidenziata una violazione del piano regolatore comunale, “poiché siamo di fronte a un abuso commesso in un’area nella quale è specificamente consentita ‘la realizzazione di ulteriori servizi socio-assistenziali di interesse collettivo’.

Si è in presenza di immobili residenziali che non costituiscono opere strumentali necessarie all’attività svolta, cioè destinate a ospitare i parenti dei degenti dell’Hotel California, e pertanto viene meno la condizione inderogabile per consentirne la realizzazione sull’area vincolata a standard urbanistici. Il testo unico dell’edilizia, in questo caso, prevede, da parte del responsabile del competente ufficio comunale [in questo caso l’ufficio tecnico del Comune di Gavi; ndr], l’ingiunzione al proprietario e al responsabile dell’abuso alla rimozione o alla demolizione degli immobili. Ci chiediamo se tale atto sia stato emanato”.

RETTIFICA 
L’articolo in questione è suggestivo e pregno di insinuazioni lesive della reputazione della Sorelle Zerbo srl e del buon nome del sig. Paolo Zerbo e dei suoi familiari, in quanto i fatti attribuiti alla società Sorelle Zerbo srl dall’autore sono stati riconosciuti privi di qualsivoglia carattere illecito da parte dell’Autorità Giudiziaria. Il 07/07/2014 la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Alessandria, nella persona del p.m. Dott. Giancarlo Vona, ha infatti presentato richiesta di archiviazione del relativo procedimento dopo aver tenuto colloquio con il sig. Zerbo e i suoi familiari. Tale richiesta è stata quindi accolta dal G.I.P., Dott.ssa Luisa Avanzino, che ha disposto in data 01/08/2014 l’archiviazione del procedimento n. 2014/5531 R.G.N.R.. 

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