Partito Democratico, la triade in gara per le primarie si presenta
Sabato scorso, 28 settembre, Graziano Moro, Rocchino Muliere e Simone Tedeschi hanno presentato il programma con il quale chiedono la fiducia dei cittadini: in ballo cè la candidatura a sindaco da parte del Pd
Sabato scorso, 28 settembre, Graziano Moro, Rocchino Muliere e Simone Tedeschi hanno presentato il programma con il quale chiedono la fiducia dei cittadini: in ballo c?è la candidatura a sindaco da parte del Pd
NOVI LIGURE – Una sala della biblioteca piena come si vedeva da tempo per un’iniziativa politica ha accolto sabato scorso, 28 settembre, i tre candidati alle primarie del Partito Democratico. Graziano Moro, Rocchino Muliere e Simone Tedeschi hanno presentato il programma con il quale chiedono la fiducia dei cittadini: in ballo c’è la candidatura a sindaco da parte del Pd.
La data fatidica è quella di domenica 27 ottobre, quando tutti gli abitanti di Novi potranno scegliere chi rappresenterà i democratici alle elezioni del 25 maggio 2014. Nel frattempo, questo pomeriggio, 5 ottobre, alle ore 17.00, in piazza Dellepiane, Rocchino Muliere terrà un incontro pubblico con tutti i cittadini che vorranno partecipare. Tornando all’iniziativa di sabato scorso, abbiamo scelto di presentare tre idee, una per ciascun candidato, tra le tante che sono emerse durante il convegno.
Graziano Moro
Un futuro nella logistica per lo scalo di San Bovo
Il trend di innovazione che ha visto Novi crescere e trasformarsi sul piano industriale ha come suo epilogo lo sviluppo della logistica, in particolare dell’area di San Bovo. Questo sviluppo si potrà ottenere solo dentro un sistema logistico del Sud Piemonte, in sinergia con Alessandria e Rivalta Scrivia. San Bovo può avere un utilizzo duplice: una piattaforma di scambio ferro-ferro ma anche di scambio ferrogomma, grazie alla realizzazione della “tangenzialina”, che dovrà essere finanziata da Rfi, e consentirà di connettere San Bovo con Rivalta e con l’autostrada.
Ma si badi bene che siccome le amministrazioni che si sono succedute sino ad oggi hanno deliberato la scelta di superare lo shunt (il bypass ferroviario del Terzo Valico che taglia fuori la stazione di Novi), che non è una cosa da poco sotto il profilo dell’impatto ambientale, poiché significa far passare i treni dell’alta capacità sia sul “baffo” per Milano sia sulla linea storica per Torino. Questa scelta di Novi è una scelta di grande coraggio che: o trova una classe imprenditoriale, a partire da Rfi Logistica, in grado di offrire risposte urgenti al rilancio della logistica, o si dovrà scontare la nostra opposizione al Terzo Valico. Noi non possiamo pensare, neanche immaginare, che una decisione di questa portata – che modifica strutturalmente la nostra città e il nostro paesaggio, il nostro modo di vivere – non porti benefici strutturali alla città! Non sarebbe sostenibile!
Rocchino Muliere
Tutelare gli anziani e coinvolgerli nella vita sociale
Una visibile fonte di emarginazione sociale è costituita dalla non autosufficienza degli anziani. Il numero degli anziani non autosufficienti è destinato ad aumentare: a Novi il 25% della popolazione ha più di 65 anni, mentre il 13% ha più di 75 anni. Nei prossimi anni arriveranno a superare la soglia dei 70 anni i “ragazzi del boom economico”, una generazione molto numerosa che, in proporzione, ha avuto meno figli dei propri genitori. Su questo fronte il Comune ha poche capacità di intervento, dobbiamo pretendere dal legislatore nazionale che al Comune venga lasciato l’intero gettito delle imposte immobiliari.
Occorrono regole nuove e più flessibili: si potrebbe, per esempio, seguire modelli europei che prevedono il ricorso alle prestazioni dei pensionati più giovani e in buona salute, con una piccola integrazione della pensione, senza oneri fiscali e contributivi, impegnandoli in servizi di pubblica utilità. Pensate quale incremento dell’assistenza domiciliare potremmo ricavare in collaborazione con le associazioni no profit e con la cooperazione, se potessimo impiegare anche solo una piccola percentuale di quei pensionati.
Inoltre, se oggi la cura delle persone non è ancora un motivo di forte diseguaglianza, dobbiamo evitare che lo diventi. Per questo la sanità pubblica e la continuità assistenziale devono essere al centro delle nostre politiche. Ecco perché la battaglia per la difesa del nostro presidio ospedaliero è importante.
Simone Tedeschi
Azzerare il debito vendendo immobili e azioni
Fino a qualche anno fa amministrare significava spendere in maniera più o meno intelligente fondi che arrivavano in gran parte da Roma, Torino o Bruxelles. Oggi la situazione è molto diversa. Se vogliamo fare investimenti di qualsiasi tipo dobbiamo ricavare i soldi direttamente dal bilancio comunale. Negli ultimi anni il Comune di Novi non ha acceso nuovi mutui. Questo ha consentito di ridurre il debito da oltre 20 a meno di 15 milioni. Nonostante ciò rimborsare questi mutui costa ai cittadini novesi circa 1,3 milioni di euro ogni anno.
Noi proponiamo di azzerare il debito nei prossimi anni, liberando così importanti risorse da investire nei bisogni della città. Possiamo farlo con un programma serrato di valorizzazione del patrimonio (sia immobili che partecipazioni azionarie). Un Comune leggero è un Comune che sfrutta le moderne tecnologie per diventare più efficiente, che riduce la spesa migliorando la comunicazione e la rapidità del lavoro.
In questi anni abbiamo razionalizzato la spesa corrente tagliando complessivamente 3 milioni di euro, ma ci sono ancora molti spazi per ridurre la spesa senza intaccare i servizi.
Sui costi di gestione si possono recuperare negli anni tra i 300 e i 500 mila euro. Per esempio: oggi il Comune è diviso su due sedi principali (Palazzo Dellepiane e Palazzo Pallavicini). Noi vogliamo trasferire tutto in un’unica sede, realizzando, solo così, un risparmio di decine di migliaia di euro.