Gavi Docg, avanti la ricerca sui cloni
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Giampiero Carbone - g.carbone@ilnovese.info  
6 Ottobre 2013
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Gavi Docg, avanti la ricerca sui cloni

Gli studi portati avanti dal Consorzio Tutela a partire dal 1997 stanno dando i loro frutti dopo un primo step nel 2009. Quest'anno, ricordano dal Consorzio, “sono stati omologati ed iscritti a catalogo i cloni di Cortese"

Gli studi portati avanti dal Consorzio Tutela a partire dal 1997 stanno dando i loro frutti dopo un primo step nel 2009. Quest'anno, ricordano dal Consorzio, ?sono stati omologati ed iscritti a catalogo i cloni di Cortese"

GAVI – Per far crescere la qualità delle uve e del vino Gavi Docg il Consorzio Tutela porta avanti dal 1997 una ricerca sui cloni dei vitigni che sta dando i suoi frutti dopo un primo step nel 2009.  Lo studio punta a creare viti geneticamente migliori dal punto di vista sanitario e qualitativo. Sul territorio del comprensorio degli undici Comuni sono stati impiantati tre vigneti sperimentali da cui sono stati selezionati i nuovi cloni di cortese, interamente autoctoni.

Quest’anno, ricordano dal Consorzio, “sono stati omologati ed iscritti a catalogo i cloni di Cortese Cvt g9, Cvt g12, Cvt g22 e Cvt g41 selezionati nell’ultimo ciclo. L’omologazione è avvenuta con un decreto pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 9 agosto scorso, che riguarda le modifiche al registro nazionale delle varietà di vite”. Il materiale clonale è già stato trasferito al Cepremavi, il centro di premoltiplicazione viticolo di Alba (Cn) per la conservazione e la cessione ai vivaisti. In primi cloni del progetto avviato a fine anni Novanta erano stati omologati nel 2009.

“Anche questi cloni – concludono dal Consorzio Tutela – vanno diffusi presso i vivaisti in primis e i viticoltori, in modo da incrementare l’impulso qualitativo del Gavi docg. Intanto, la vendemmia dovrebbe concludersi entro pochi giorni, se il meteo darà una mano. La produzione, come annunciato, sarà elevata e il grado delle uve, grazie alle giornate di sole apena concluse, è salito.

 

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