Terzo Valico, sanità, alleanze e crisi: la triade risponde
Home
Elio Defrani - e.defrani@ilnovese.info  
25 Ottobre 2013
ore
00:00 Logo Newsguard

Terzo Valico, sanità, alleanze e crisi: la triade risponde

I candidati alle Primarie del Pd per le prossime elezioni amministrative rispondono a dieci domande sui temi più scottanti della realtà novese

I candidati alle Primarie del Pd per le prossime elezioni amministrative rispondono a dieci domande sui temi più scottanti della realtà novese

NOVI LIGURE – Domenica a Novi Ligure si voterà per scegliere chi – tra Graziano Moro, Rocchino Muliere e Simone Tedeschi – rappresenterà il Partito Democratico alle elezioni comunali del 2014. In palio c’è la candidatura a sindaco per il Pd e, con ogni probabilità, per la coalizione di centrosinistra. Abbiamo rivolto dieci domande ai candidati, per conoscere la loro opinione su alcuni temi importanti per il futuro della città, dal Terzo Valico alla crisi economica, dalla sanità alle nuove infrastrutture.

— Terzo Valico: favorevole o contrario? E per quale motivo? Se favorevole, a quali condizioni per la città? Qual è il suo giudizio sul movimento No Tav novese?

Tedeschi: “Personalmente ho un grande rispetto per chiunque si occupi attivamente della propria comunità. Il comitato No Tav sensibilizza l’opinione pubblica su questioni molto significative con un’attività importante nel dibattito democratico. Il ruolo dell’amministrazione è però un altro. Il Comune non può e non deve dire semplicemente “sì” o “no”. Se vuole difendere il territorio deve discutere a livello istituzionale entrando nel merito dei problemi. L’attuale progetto presenta ancora molti punti interrogativi e lascia aperti molti problemi: il reale impatto ambientale, la struttura dei cantieri, le modalità degli espropri, le ricadute dell’opera sul territorio in termini di possibile sviluppo, il tracciato della linea. I sindaci del territorio hanno lavorato molto per ottenere risposte da Cociv e Rfi. Dovremo proseguire in questa direzione ed essere intransigenti nel pretendere risposte chiare e risolutive”.

Moro: “Non possiamo pensare di essere invasi da un opera di queste dimensioni senza una ricaduta strutturale per il territorio. Ho già detto e scritto che lo sviluppo del novese dovrà far perno sulla logistica e l’area di San Bovo dovrà essere al centro di investimenti centrati su un piano industriale che la confermi come piattaforma di scambio ferro-ferro e, come piattaforma di prossimità per tutte le imprese dell’area. Perché ciò accada le amministrazioni, Lovelli prima e Robbiano dopo, hanno già deliberato la scelta di superare lo shunt (il by pass ferroviario che taglia fuori la stazione di Novi) per permettere all’alta capacità di passare per San Bovo. Questa scelta, io dico, o trova una classe imprenditoriale, a partire da Rfi Logistica, in grado di offrire risposte urgenti al progetto industriale della logistica, o dovrà scontare la mia opposizione al Terzo Valico, perché questo della logistica è uno snodo veramente importante. Poi perché mi chiede un giudizio sui No Tav? Non ho titoli per giudicarli”.

Muliere: “Da tempo il Partito Democratico ai vari livelli si è espresso in modo favorevole alla realizzazione del Terzo Valico; perché si ritiene quest’opera di interesse nazionale, perché il Terzo Valico è un tassello fondamentale di uno dei corridoi europei ferroviari che sono stati identificati dall’Unione Europea come prioritari. Abbiamo espresso, però, in più occasioni tutti i nostri dubbi al riguardo della gestione della progettualità così come finora portata avanti da Rfi e da Cociv in veste di general contractor. Per questo ho condiviso l’atteggiamento e la linea assunta dai Sindaci del territorio e dal sindaco Robbiano. Per Novi diventa fondamentale considerare il futuro di Novi San Bovo ed il suo futuro dal punto di vista logistico. Per questo l’eliminazione dello shunt è importante, come, penso, sia importante non dare per scontato l’attuale tracciato di passaggio della Tav nel territorio novese. I sindaci hanno chiesto, giustamente, garanzie per la presenza dell’amianto, per la salvaguardia delle risorse idriche, per il piano della viabilità per il trasporto dello smarino. Risposte che sono doverose e che pretendiamo. Il Movimento No Tav si è fatto interprete di molte preoccupazioni dei cittadini e lo ha fatto attivando un lavoro sul territorio del novese. Un lavoro sicuramente utile di cui sicuramente bisognerà tenere conto, al di là delle diverse posizioni”.

— Inceneritore e nuovo palazzetto dello sport: la proposta di realizzazione di queste due opere arriva da Camillo Acri, che ha annunciato di voler sostenere alle elezioni del 2014 il candidato del Pd che uscirà vin-cente dalle primarie. Qual è la sua opinione?

Tedeschi: “Non ho avuto alcun contatto con Acri. Rispetto alla proposta di un nuovo palazzetto dello sport penso che nell’attuale scarsità di risorse non sia una priorità. Per quanto riguarda l’inceneritore, personalmente non ho alcun pregiudizio. Credo però che la questione sia mal posta. Un inceneritore pensato per bruciare solo i rifiuti del consorzio novese non avrebbe alcun senso. Occorre pensare questi impianti su scala molto più vasta e nell’ambito di una programmazione almeno regionale”.

Muliere: “La costruzione di un “termovalorizzatore” va inserita in una programmazione almeno regionale. Sarebbe impensabile una situazione nella quale ogni provincia pensasse ad un proprio inceneritore. Ora in Piemonte c’è in funzione quello di Torino, un altro a Vercelli e uno a Cuneo. Al momento non mi pare ci sia l’impellente bisogno di un’altra struttura simile. Tanto più che a Novi da pochi mesi è entrato in funzione un biodigestore, il quale lavorando la parte organica del rifiuto produce energia elettrica per un valore di 3.500 euro al giorno. Penso che coltivare un sogno sia utile per amministrare una città. Quello di un nuovo Palazzetto dello Sport è un bel sogno che va però inserito in un elenco di opere pubbliche. All’interno di questo elenco bisogna stabilire le priorità compatibili con le necessità della città e la capacità di indebitamento del Comune. Di questo bisognerà discuterne con le società sportive della città e con loro fare le valutazioni sulla necessità o meno dell’opera”.

Moro: “Gli inceneritori vanno fatti dove servono e soprattutto dove si può spingere al massimo il rendimento dell’impianto, ossia, dove c’è utenza termica (possibilità di teleriscaldamento e teleraffrescamento) ed elettrica, di prossimità. Produrre solo energia elettrica e dissiparne tutto il calore prodotto sarebbe una follia. Per quel che ne so a Novi non conosco un’area che abbia queste caratteristiche per ospitarlo. Il palazzetto, direi meglio, un impianto polivalente è senz’altro utile e se si riusciranno a trovare le risorse per la sua realizzazione andrà fatto. Comunque nello sport il problema più grosso è il progressivo venir meno delle sponsorizzazioni che si accompagna, tra l’altro, a una riduzione delle contribuzioni pubbliche. Questo crea sofferenza alle società sportive (no profit) non più adeguatamente sostenute. È qui che dobbiamo lavorare. Mi chiede la mia opinione sul dichiarato sostegno di Camillo Acri al candidato vincente? Va bene!”.

— Rifiuti: alcuni novesi lamentano che l’attuale sistema di raccolta dei rifiuti è caro e che la città è sporca. I livelli di differenziata, anche se alti, sono ancora inferiori a quelli previsti dalla legge. Cosa ne pensa? Quali soluzioni intende mettere in pratica per aumentare il livello di differenziata?

Moro: “La raccolta differenziata, oltre a essere un obbligo di legge, è una scelta di civiltà e dobbiamo puntare al raggiungimento di percentuali ambiziose. È bene dire che introducendo il cosiddetto sistema “porta a porta” si era tutti consapevoli del fatto che questa rivoluzione avrebbe comportato maggiori costi. Comunque i dati più recenti relativi alla raccolta differenziata sono incoraggianti ed evidenziano una diminuzione di conferimento in discarica. Il traguardo del 50 per cento non è lontano. Occorre che il Comune ampli l’impegno a promuovere la cultura ecologica in modo da ottenere migliori risultati nella differenziata. Occorre potenziare la presenza dei cestini, troppe aree della città ne sono prive. Video sorveglianza per i controlli in prossimità dei cassonetti, più educazione civica tra le persone”.

Muliere: “Novi ha fatto passi in avanti nella raccolta differenziata raggiungendo la percentuale del 50%, ma Novi è effettivamente ancora troppo sporca. È indispensabile lavorare perché la città sia più pulita. Sicuramente bisognerà continuare a lavorare per aumentare la raccolta differenziata, rivedere l’organizzazione (se necessario) della raccolta dei rifiuti, riorganizzare con più attenzione la pulizia delle strade e dei luoghi dove sono posizionati i cassonetti. Ma alla base c’è la necessità di chiedere e pretendere più risorse alle aziende pubbliche che producono reddito da destinare ad una maggiore pulizia della città. Solo allora potremmo esigere un comportamento civile da parte dei cittadini, imponendo severe sanzioni (tolleranza zero) nei confronti di quei cittadini che sporcano ingiustificatamente la città. La città è un bene comune e come tale va rispettata. Penso anche che vada incentivato lo sforzo al fine di produrre meno rifiuti nel settore del commercio, nell’artigianato e così via. Ciò è possibile seguendo esperienze già realizzate. Anche così potremo rendere più pulita e più bella la nostra città”.

Tedeschi: “Rispetto al livello di differenziata in questi anni abbiamo ottenuto risultati importanti, anche se non ancora sufficienti. Dovremo migliorare ulteriormente la comunicazione e l’informazione verso i cittadini rispetto alle modalità di raccolta. Più in generale la nuova gara per l’affidamento del servizio, che avverrà nel 2015, dovrà essere l’occasione per impostare, senza ideologismi, un servizio più efficiente e meno caro”.

— Sanità: è giusto difendere il San Giacomo “a prescindere” oppure approva l’idea dell’integrazione con Tortona, voluta dall’attuale giunta regionale? Quali azioni intende avviare per migliorare i servizi socio-sanitari in città?

Muliere: “Non c’è dubbio che la nostra struttura ospedaliera va difesa (anche se l’attuale politica regionale ha portato a un forte calo della qualità dei servizi e a un taglio delle prestazioni). Mettere in rete le strutture ospedaliere della nostra Provincia è un processo necessario, ma tutto ciò va realizzato avendo in testa un progetto di politica sanitaria che oggi ancora non vedo. Solo in questo quadro l’integrazione tra Novi e Tortona può essere realizzata. Può anche essere ammissibile che una operazione di un paziente oncologico possa essere attuata a Tortona o altrove, quello che non va bene è se quel paziente successivamente deve spostarsi anche per la cura chemioterapica. Ma ancora più indispensabile diventa la realizzazione di una forte integrazione tra ospedale e territorio. Non si possono tagliare, soprattutto in questo momento, le risorse alle politiche socio-assistenziali. Solo attraverso questo progetto è possibile migliorare la qualità dei servizi nella nostra città”.

Moro: “Guardi, siamo di fronte a una profonda incertezza caratterizzata da continue dichiarazioni sull’insostenibilità della spesa sanitaria. Nel nostro ospedale sta avvenendo una riorganizzazione 

“strisciante” fatta di piccoli interventi opportunistici, esito di compromessi con le reazioni politiche locali e leresistenze professionali. Cresce, intanto, il numero delle disfunzioni e dei disagi provocati da tentativi disorganici. Soprattutto manca un progetto generale. Il servizio sanitario assiste, annichilito, al suo progressivo decadimento quantitativo e qualitativo. Si allarga il numero dei servizi che non sono più garantiti in modo ottimale, gli esempi di pazienti sballottati da una struttura all’altra alla ricerca dello specialista o del servizio mancante.

Vi è poi l’indisponibilità di letti per la continuità assistenziale che provoca disagi tra i pazienti, fa gravare oneri e costi delle cure sulle famiglie. In questo quadro la sola battaglia per il mantenimento del presidio ospedaliero di Novi nelle sue attuali condizioni, è insufficiente se slegata da politiche concrete di intervento. Occorre battersi perché si affermi un progetto generale di riforma della assistenza socio-sanitaria nella nostra zona che inquadri le varie manovre locali nell’ambito del riordino dell’intera rete provinciale ed equilibri l’offerta di servizi ospedalieri con quella dei servizi territoriali. Le riorganizzazioni dovranno essere ispirate, non alla collocazione geografica o all’edilizia ospedaliera bensì alla centralità della salute, all’equità sociale e alla valorizzazione degli enti locali come promozione della salute”.

Tedeschi: “L’ospedale San Giacomo non va semplicemente “difeso”, dobbiamo lottare perché sia migliorato, soprattutto nei servizi di base. Questo non significa opporsi a una logica di territorio, utile per migliorare la qualità dei settori che richiedono maggiore specializzazione. In questo senso il Comune deve essere un interlocutore forte con la Regione. Più in generale il Comune avrà sempre più il compito di sostenere una politica della “salute” basata sulla qualità dei servizi domiciliari, sulla collaborazione con le associazioni di volontariato e sui progetti di “buone pratiche” per l’invecchiamento attivo”

— Lavoro: la crisi c’è ed è ormai durissima anche qui a Novi, che fino a qualche tempo fa veniva de-scritta, per quanto possibile, come un’isola felice rispetto al resto della provincia. Quali azioni in-tende intraprendere per tutelare le fasce più deboli della popolazione? Quali azioni intende intra-prendere per promuovere l’insediamento di nuove imprese?

Moro: “Sì, la crisi è dura ma Novi ha saputo da sempre reagire ai periodi di crisi cambiando assetto industriale. Siamo passati dall’industria della seta, a quella siderurgica e oggi al distretto dolciario e alimentare facendo di Novi una città manifatturiera importante che ha saputo offrire occupazione e crescita. Ora è venuto il momento di passare alla quarta generazione industriale quella basata su innovazione e conoscenza. La leva del Terzo Valico deve garantire non solo lo sviluppo della logistica ma deve promuovere la nascita a Novi di un centro europeo finalizzato alla progettazione dei flussi di traffico del nord Ovest. La chiave di questo sarà il capitale umano, ossia, istruzione, creatività e inventiva. Il fattore produttivo essenziale non saranno più i macchinari e i prodotti fisici, ma le persone e Novi al centro del triangolo formativo Genova, Torino, Milano deve candidarsi a diventare il luogo di questo nuovo sviluppo.

La Città dei Campionissimi deve trovare poi il modo per conciliarsi con l’Outlet, e attrarre un po’ di quella frequentazione. L’idea forza sulla quale far leva è la trasformazione della quasi dismessa area dell’aeroporto in un bioparco, che offrendo una rappresentazione delle specie floreali e faunistiche ospitate non solo locali, può catalizzare l’interesse su Novi e creare un volano turistico che può essere sfruttato anche dal commercio locale e dalla ristorazione. I progetti scientifici e di ricerca associabili a questa iniziativa porterebbero un innalzamento del mix occupazionale. Il lavoro è l’elemento distintivo della mia visione programmatica. Una città che si arricchisce di lavoratori creativi e aziende innovative vedrà evolvere la propria economia in direzioni che la renderanno ancora più attraente per gli innovatori. È questo, in definitiva, sarà un bene anche per le fase più deboli sul piano professionale. Ricordo che per ogni nuovo posto di lavoro ad alto contenuto professionale (hi-tech, ricerca naturalistica) creatosi in una città vengono a prodursi cinque nuovi posti nel settore dei servizi”.

Muliere: “La crisi morde anche da noi, anche se grazie alle politiche di tutti questi anni Novi ha reagito meglio di altre città. Solo l’innovazione, applicata alla manifattura, potrà consentire a Novi di confermare la sua straordinaria vocazione di città industriale. Saranno le nuove tecnologie dell’informazione e delle telecomunicazioni a favorire la capacità di Novi di sfruttare appieno la propria collocazione geografica e la propria naturale vocazione logistica. Penso, ad esempio, che occorrerebbe lavorare affinché Novi diventi attrattiva per quei giovani che operano nel settore dell’alta tecnologia e hanno bisogno di un habitat accogliente per sviluppare le loro attività. Novi potrebbe essere sede di uno di quei “Giardini dei talenti” che stanno nascendo in Italia, per iniziativa di imprenditori disposti a rischiare, di giovani di talento che vogliono dimostrare il loro valore e di amministratori locali innovatori. La caserma Giorgi potrebbe, ad esempio, ospitare una di queste esperienze”.

Tedeschi: “La crisi sta colpendo duramente anche il nostro territorio. La prossima amministrazione dovrà dare priorità alle politiche per lo sviluppo economico. Novi e il novese hanno grandi potenzialità in questo senso. Io immagino tre direzioni fondamentali di impegno nei prossimi anni. Innanzitutto una forte azione di marketing territoriale per promuovere l’insediamento di nuove imprese. Come dimostrato in questi anni le potenzialità non ci mancano grazie alla posizione geografica e alla presenza di infrastrutture efficienti. A questo va aggiunto il consolidarsi di un’identità solida nel versante agroalimentare e manifatturiero che è di per sé un elemento attrattivo. Dovremo poi pensare a un progetto di rilancio per il commercio del centro. Come ci dimostra il successo dei “venerdì di Luglio” Novi ha le potenzialità per essere il centro attrattivo di un’area che va da Alessandria a Genova, da Ovada a Voghera. Si tratta di estendere questo modello con una promozione costante dello shopping a Novi e delle iniziative collegate. Infine io immagino un vero e proprio programma di sostegno all’occupazione mettendo a sistema le esperienze di tirocini fatte in questi anni e potenziando i fondi che già oggi ci sono per l’avviamento e la ristrutturazione delle micro imprese commerciali e artigianali. Molto spesso i giovani oggi si “inventano” un lavoro laddove non riescono a “trovarlo”, l’amministrazione deve sostenerli in questo percorso non solo attraverso incentivi economici, ma anche aiutandoli ad acquisire le competenze necessarie”.

— Maruzzella: Novi si è lasciata sfuggire l’insediamento della Maruzzella. Tedeschi, dica la verità: in cosa ha sbagliato la giunta comunale di cui Lei fa e faceva parte all’epoca?

Tedeschi: “La giunta ha fatto tutto quello che doveva e poteva per portare l’insediamento a Novi. La Maruzzella ha chiesto di insediarsi in un’area privata che era già perfettamente in regola dal punto di vista urbanistico per ospitare un’attività di quel tipo. In questo senso il Comune non ha dovuto dare pareri di alcun genere. Il progetto è stato poi vagliato dalla Conferenza dei Servizi provinciale cui spettava il compito di un parere tecnico. Lì sono state date una serie di prescrizioni per limitare l’impatto ambientale legato agli odori e alle esalazione della lavorazione del pesce. Pur con queste prescrizioni la Maruzzella ha quindi ottenuto il permesso di procedere. A quanto ci risulta, però, ha preferito spostare la produzione all’estero”.

— Rivolgiamo la stessa domanda anche a Graziano Moro, componente della giunta provinciale…

Moro: “La domanda è capziosa. La vicenda del mancato insediamento della Maruzzella a Novi viene, in mala fede, imputato alla mancata autorizzazione da parte della Provincia. Interpreto cosi la domanda: “In cosa ha sbagliato la giunta provinciale?”. Posto che le autorizzazioni hanno natura tecnica e non politica e la giunta non può in alcun modo interferire con queste istruttorie autorizzative, è bene che si sappia che la Provincia ha concesso, alla Maruzzella, l’autorizzazione alle emissioni negando la sola produzione del baccalà in quanto la ditta non aveva fornito i dati richiesti utili a verificare la compatibilità di tale produzione con il contesto territoriale. Vale ricordare che la produzione di baccalà era stata dichiarata dalla stessa ditta come una produzione minoritaria e secondaria.

Quindi la Maruzzella si sarebbe potuta insediare e anche in un secondo momento sarebbe stato possibilissimo in variante reintrodurre tale attività fornendo un adeguato supporto tecnico alla documentazione presentata. Certamente l’istruttoria degli uffici provinciali è stata complessa, anche a seguito della presenza di una controparte con i relativi esperti tecnici che contestavano l’insediamento temendo gravi ripercussioni per la propria attività (cioccolato). Per il resto è questione del Comune e non siamo mai stati coinvolti dal sindaco per tentare di individuare una soluzione all’insediamento Maruzzella nel territorio provinciale. Si vociferava di una trattativa riservata e perciò abbiamo evitato intromissioni”.

— Alleanze: gli ultimi quattro anni sono stati caratterizzati da numerosi strappi all’interno della maggioranza e dello stesso Pd, con consiglieri che sono passati al gruppo misto se non addirittura all’opposizione. Secondo Lei, il Pd dovrebbe correre da solo, trovare un’intesa con la sinistra, puntare al centro o che altro?

Tedeschi: “Le alleanze sono un aspetto importante, ma prima vengono i programmi e la capacità di rappresentare le forze sociali. In questo senso la rottura con i comunisti del Pcl è stata un elemento di chiarezza. Se vincerò le primarie mi rivolgerò alle forze del centrosinistra senza pregiudizi e partendo dai programmi, purché ci sia la stessa voglia di apertura e rinnovamento che ha animato la mia candidatura”.

Moro: “Che domanda, il Pd è per sua natura è un partito aperto e quando si governa una città bisogna dialogare con tutti. Non solo a sinistra, il Pd dovrà aprirsi alle forze civiche e moderate e costruire una alleanza di governo più ampia possibile”.

Muliere: “Io penso che il consiglio comunale deve ritornare ad essere il centro della vita politica e amministrativa della città. Chi si candida a fare il consigliere comunale lo deve fare per tutto il suo mandato. Le sfide che avremo di fronte richiederanno una maggioranza compatta e decisa a realizzare il programma di mandato. Ecco, intorno ad un programma chiaro si dovrà costruire una alleanza capace di realizzarlo senza indecisioni e tentennamenti. Una alleanza programmatica che compie scelte adeguate alla situazione. Il Pd dovrà essere, necessariamente, il partito “centrale” di questa maggioranza, che dovrà comprendere una sinistra che si pone l’obiettivo di governare la città e forze moderate che possono intercettare bisogni e interessi utili a formare una visione capace di rispondere alle nuove necessità della città. Infine l’obiettivo principale dovrà essere quello di rappresentare le varie componenti sociali ed economiche della città”.

— Grillo: in una scala da 1 a 10, quanto Le fa paura il Movimento 5 Stelle? I grillini hanno presso moltissimi voti, anche a Novi: un chiaro segnale di protesta e dell’insofferenza della gente nei confronti della politica “tradizionale”. Perché con Lei le cose dovrebbero essere diverse?

Moro: “Perché dovrebbe farmi paura? È un movimento politico che competerà sulla base delle proposte e delle idee che metterà in campo e su queste saranno giudicati”.

Muliere: “Senza fare una graduatoria, bisogna prendere atto che il Movimento 5 Stelle è una realtà anche nella nostra città. Sarebbe sbagliato classificare il consenso ottenuto solo come un segno della protesta dei cittadini nei confronti della politica e di questo sistema dei partiti. Certo, c’è anche questo, ma non solo. Il Movimento 5 Stelle pone dei problemi che noi non dobbiamo trascurare. Per esempio la trasparenza. Io penso che uno dei punti sui quali bisognerà costruire un nuovo modello di governo locale passa anche attraverso una costruzione di un Comune più trasparente in ogni sua azione e dato (a cominciare da quelli dei suoi amministratori). E poi credo che dobbiamo essere noi a riappropriarci di parole come cambiamento e futuro. Parole che dovranno trasformarsi in idee, progetti e azioni. Il Movimento 5 Stelle ci pone di fronte a nuove sfide e noi non solo dobbiamo accettare questo terreno di sfida, ma dobbiamo dimostrare che pro-prio su questo terreno il centrosinistra è più forte”.

Tedeschi: “Il voto per il Movimento 5 Stelle è stato un segnale importante e chiaro: oggi occorre un cambiamento nei modi e nei contenuti della politica. Io credo che il Pd possa e debba rappresentare questo cambiamento meglio di altri e mi candido per questo. In generale il Movimento 5 Stelle è un soggetto politico con cui confrontarsi. Attraverso la sua esperienza molte persone si sono avvicinate alla politica e questo è senz’altro un bene. Spero che il movimento possa portare argomenti costruttivi anche nel dibattito cittadino. Sono però perplesso dall’atteggiamento sempre più autoritario e intollerante assunto da Grillo e Casaleggio”.

— Consigliere Muliere, il Suo nome è finito nell’inchiesta della magistratura torinese sull’utilizzo dei fondi assegnati dalla Regioni ai vari Gruppi consiliari. A meno che questa storia non si chiuda velocemente, sarà una spina nel fianco che la tormenterà per tutta la campagna elettorale. Non teme di essere troppo esposto?

Muliere: “Voglio ribadire con chiarezza quello che ho già detto in altre sedi pubbliche e più precisamente al magistrato che si è occupato dell’inchiesta. Mi è stato chiesto di chiarire l’utilizzo di 3.890 euro utilizzato nell’arco di tre anni. Al magistrato ho fornito una relazione dettagliata specificando chi ho incontrato, il motivo dell’incontro e gli argomenti trattati e naturalmente il dettaglio della ricevuta. Nei 3.890 euro, rientra anche il rimborso che il Gruppo Pd pagava direttamente, per il pernottamento di 7 notti in un hotel convenzionato con il Consiglio regionale, perché la seduta del Consiglio era terminata in tarda serata e il mattino successivo erano previste attività di Commissione. Vorrei inoltre specificare che prima esisteva una legge che prevedeva il rimborso e il gettone per attività istituzionali sul territorio. Pur essendo tra i più presenti sul territorio, negli ultimi 8 anni ho utilizzato solo 9 volte questa possibilità. Non ho mai utilizzato un solo centesimo per scopi personali o di personale arricchimento. Alla magistratura va la mia piena fiducia e io mi sento a posto con la mia coscienza e credo di esserlo, soprattutto, nei confronti dei cittadini”.

— Tedeschi, Lei è il più giovane tra i tre contendenti. Potrebbe essere un vantaggio, grazie all’effetto “volto nuovo”, ma anche uno svantaggio: cosa risponde a chi La accusa di non essere abbastanza esperto per candidarsi a guidare un Comune come Novi?

Tedeschi: “Io ho 33 anni. Ho una laurea in filosofia e un dottorato di ricerca in scienza politica. Ho lavorato all’università di Pavia fino al 2011. Negli ultimi anni ho fondato un istituto che si occupa di ricerche ed editoria scientifica. Contemporaneamente ho conciliato la mia attività lavorativa con quella di assessore alla Cultura qui a Novi. Porto in queste primarie le esperienze di chi è diventato adulto in tempi di precarietà e di crisi. Certamente sono differenti da quelle degli altri candidati”.

— Moro, da dieci anni Lei invece è impegnato politicamente in Provincia. Un ente che, dal governo Monti in poi (ma anche prima, a dire la verità), è stato indicato come luogo di sprechi per eccellenza, tanto che a più riprese si è parlato dell’abolizione delle Province. Insomma, anche Lei fa parte della casta. O no?

Moro: “Guardi le Province hanno subito vessazioni incredibili. La propaganda politica ha abilmente deviato sulle Province l’attenzione dell’opinione pubblica cosi da evitare che si concentrasse l’attenzione sulla casta parlamentare e sugli sprechi di Stato. Leggevo su un giornale che le Province costerebbe 2 miliardi mentre invece costano 60 milioni. Lo Stato, non solo ha tagliato a esse i trasferimenti, che ci può stare, ma si è indebitamente appropriato di una imposta propria delle Province (addizionale energia elettrica) che serviva per manutenere strade e scuole, al fine di pareggiare i suoi conti contravvenendo l’art. 128 della Costituzione che conferisce alle Province autonomia finanziaria. Non soddisfatto e incapace di tagliare i suoi sprechi si sta appropriando anche dell’imposta sulla RcAuto. Ma le sembra possibile? Nel frattempo chi fa la manutenzione delle strade e delle scuole? Se il problema è quello di eliminare un livello politico lo si faccia e si agisca con chiarezza ma non si demolisca finanziariamente una istituzione”.

— Tedeschi, torniamo a Lei. Le manifestazioni culturali del Comune di Novi sono spesso finite nel mirino dei critici: c’è chi ritiene che tali manifestazioni siano uno spreco nell’attuale situazione di crisi economica. Come risponde a queste critiche?

Tedeschi: “Oggi le manifestazioni organizzate dal Comune sono interamente finanziate da contributi esterni. L’obiettivo di questo mandato era quello di dare un equilibrio economico alla nostra offerta culturale e lo abbiamo raggiunto. Siamo stati capaci di tagliare gli sprechi e attrarre sponsorizzazioni importanti grazie a cui abbiamo potuto rafforzare la nostra offerta mentre gli altri comuni tagliavano: penso in particolare al programma teatrale dedicato ai bambini e ai ragazzi, un vero e proprio unicum nel panorama provinciale.
Mi faccia però dire che in questo momento di crisi la cultura può essere un grande volano per l’economia anche locale. Penso che nei prossimi anni dovremo stimolare ulteriormente gli investimenti in questo settore che, in particolare attraverso il Teatro Marenco, può giocare una parte importante nel rilancio commerciale del centro storico”.

— Moro propone di trasformare il sedime aeroportuale in un parco urbano alle porte di Novi. Cosa ne pensano gli avversari?

Tedeschi: “Non ho nulla in contrario in linea di principio, ma non credo sia una priorità per la città. Ad oggi l’aeroporto Mossi continua a funzionare e non vedo la ragione di fermare la sua attività. Sulla parte attualmente dismessa si può aprire un ragionamento, a patto di individuare chiaramente le risorse”.

Muliere: “È un’idea che ha un suo fascino, ma io credo che sarebbe opportuno più che la trasformazione dell’aeroporto in parco, prevederne l’usufruibilità in giorni concordati con chi attualmente gestisce l’aeroporto. Mi concentrerei, piuttosto, nel rilancio e il recupero di un patrimonio arboreo e naturalistico che si trova al centro della città, mi riferisco al Parco del Castello”.

— Muliere propone un’integrazione tra pubblico e privato nel settore sociale, e in particolare degli asilo, dove i posti sarebbero insufficienti.

Tedeschi: “Il problema degli asili è legato all’elasticità del servizio più che al numero di posti disponibili. Abbiamo bisogno di un servizio che venga incontro alle esigenze di un mercato del lavoro sempre più diversificato e complesso, che sia aperto più a lungo e che possa essere utilizzato anche per lassi di tempo brevi. In quest’ottica sono d’accordo anche a un ragionamento di sinergia con i privati”.

Moro: “Penso che vada bene, ma intendiamoci. Sugli asili nido c’è l’esigenza delle mamme lavoratrici di estendere l’orario giornaliero di almeno un’ora e l’orario settimanale di quattro ore con l’apertura del servizio al sabato mattina (orario da stabilire sulla base delle esigenze delle famiglie). Alla fine l’integrazione pubblico-privato deve riuscire ad assecondare questa esigenza, altrimenti è inutile”.

— Assessore Moro, nel 2004 Lei perse la corsa per essere candidato sindaco contro l’attuale primo cittadino Lorenzo Robbiano. All’epoca c’erano ancora i Ds, non c’erano le primarie e i candidati venivano decisi dalle segreterie dei partiti, d’accordo. Ma cosa Le fa pensare che questa volta avrà migliore fortuna?

Moro: “Nel 2004 insistetti per arrivare a una votazione nel comitato direttivo cittadino. Allora era una novità assoluta e io son contento che si sia arrivati a una scelta con il voto anziché con decisione di segreteria. Persi per un solo voto. Finì 11 a 10 ma quella sera era presente nel comitato direttivo un ‘invitato permanente’ (senza diritto di voto) che votò, certamente in buona fede. Quando il segretario me lo comunicò decisi di validare lo stesso quella votazione e di accettarne la sconfitta. Non mi pongo il problema se questa volta sarò più fortunato. Semplicemente ho deciso di mettermi in gioco e di regalare alla mia passione politica l’opportunità di mettermi al servizio della città dove ho vissuto la mia vita, in un ruolo che ritengo il più bello per un politico: quello del sindaco. Poi vada come deve andare, quando si gioca una partita bisogna sapere che si può anche perdere ma la si deve giocare per vincerla. In queste competizioni la fortuna non centra”.

— Tedeschi propone di azzerare il debito del Comune, anche vendendo le azioni delle aziende partecipate. Cosa ne pensano gli altri due contendenti?

Muliere: “La politica di bilancio è di estrema importanza, soprattutto ora. Fortunatamente il Comune di Novi non ha debito sulla spesa corrente. Bisogna, se mai, intervenire ulteriormente per rivedere e riqualificare la spesa corrente e se possibile ridurla ulteriormente. Bisogna allungare i tempi della programmazione, immaginare il Comune dei prossimi dieci anni, comparare costi e benefici ufficio per ufficio, servizio per servizio. Mantenere sotto controllo le spese per investimenti, pensando che non si può eliminare la possibilità di fare investimenti. Più che sulle dismissioni delle azioni del Comune in aziende partecipate, bisognerebbe intervenire in modo oculato sul patrimonio e sulle possibilità (dettate dalle ultime norme) di intervenire sul patrimonio del demanio”.

Moro: “Penso che faccia un errore di valutazione! Mi risulta che non siano stati più contratti mutui dal gennaio 2010 e purtroppo si nota nella deficitarietà manutentiva della città. Da quella data l’indebitamento è sceso di circa 3,7 milioni di euro mentre il costo degli ammortamenti mutui e rimborso capitale vedono una riduzione sulla spesa corrente (sempre dal 2010) di circa 330 mila euro all’anno. La capacità teorica di indebitamento (limite imposto dalla legge), intesa come percentuale sulle entrate correnti, è a Novi sotto il 3% (meno della metà del parametro ministeriale: 6%). Con questi dati e una città in sofferenza sul piano manutentivo, si dovrebbe pensare a fare qualche investimento per sistemare strade, scuole e verde pubblico. Poi se vogliamo usare la leva delle dismissioni per finanziare gli investimenti ci sto ma per finanziare la riduzione di un debito già tra i più bassi del Piemonte lo trovo un po’ esagerato”.

— Muliere, chiudiamo con Lei. Nel Suo programma si parla di “intercettare” parte di quei milioni di visitatori che ogni anno arrivano all’Outlet, fanno compere e poi se ne vanno. Negli ultimi dieci anni, ci hanno provato un po’ tutti gli amministratori locali della zona, ma hanno fallito. Lei come pensa di riuscirci?

Muliere: “Anche questa è una sfida importante. Si può vincere se la nostra città ritorna a essere attrattiva. Attrattiva nei confronti di quella moltitudine di cittadini che visitano l’Outlet e non solo. Per farlo la nostra città deve essere più pulita, avere un arredo urbano curato, un verde pubblico perfetto. E poi una città con servizi ben organizzati, una politica culturale attrattiva, una città aperta e accogliente anche attraverso le sue eccellenze enogastronomiche. È un libro dei sogni? No. Io penso che tutto ciò si possa fare, innanzitutto credendoci. Dobbiamo essere orgogliosi della bellezza della nostra città, forse oggi un po’ sfiorita ma che può ritornare a suscitare forte interesse”.

 

Articoli correlati
Leggi l'ultima edizione