Campagna elettorale, il braccio di ferro comincia dalla discarica
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Elio Defrani - e.defrani@ilnovese.info  
30 Ottobre 2013
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Campagna elettorale, il braccio di ferro comincia dalla discarica

La lista civica Novisiamo di Gianfranco Chessa e Piero Vernetti attacca Gestione Ambiente sulla Cascina Alessandrina: "La società paga troppo poco di affitto e ospita il materiale del Partito Democratico". La replica dell'amministratore delegato: "Tutto in regola, i canoni sono calcolati in base ai termini di mercato".

La lista civica Novisiamo di Gianfranco Chessa e Piero Vernetti attacca Gestione Ambiente sulla Cascina Alessandrina: "La società paga troppo poco di affitto e ospita il materiale del Partito Democratico". La replica dell'amministratore delegato: "Tutto in regola, i canoni sono calcolati in base ai termini di mercato".

NOVI LIGURE – La campagna elettorale per le comunali del 2014, a Novi Ligure, parte dalla discarica, e precisamente dalla Cascina Alessandrina, una vecchia tenuta di strada Boscomarengo che nel 2009 fu acquistata per 3,3 milioni di euro da Srt, la società pubblica incaricata di gestire gli impianti per lo smaltimento dei rifiuti.

Secondo la lista civica Novisiamo – che alle elezioni amministrative del prossima anno candiderà l’ex senatore Gianfranco Chessa – a proposito della Cascina Alessandrina ci sarebbero vari aspetti poco chiari: «Elementi che ci portano a impiegare la parola “scandalo” per sintetizzare tutta la vicenda che ruota attorno a quell’immobile: uno scandalo i cui protagonisti sono gli esponenti della sinistra novese che hanno retto le sorti di Novi nell’ultimo quinquennio», dicono Piero Vernetti e lo stesso Chessa a nome della lista civica.

Secondo Novisiamo, la tenuta – composta da 22 ettari di terreno, 3.600 metri quadrati di edifici e altri 13 mila metri quadrati di aree pertinenziali – venne acquistata da Srt «per ampliare ulteriormente la discarica di Novi, che rischiava di andare a esaurimento nel giro di un anno o poco più». Per Novisiamo, il prezzo pagato da Srt (pari a 3 milioni e 344 mila euro) «fu elevatissimo».
«Un affare troppo caro, concluso da una società pubblica, che dovrebbe gestire i propri fondi (soldi di tutti i cittadini) in modo più oculato», affermano Vernetti e Chessa. All’epoca dell’acquisto, nel 2009, Srt era guidata da Alessandro Scaccheri, già consigliere provinciale di Forza Italia, lo stesso partito a cui faceva riferimento Vernetti prima del passaggio nella lista civica di Chessa.

Oggi la Cascina Alessandrina è affittata a Gestione Ambiente, «un’altra delle “scatole” create negli ultimi anni per gestire la raccolta dei rifiuti, utile unicamente a creare posti di potere e ad aumentare i costi del servizio che ricadono integralmente sui cittadini al momento del pagamento della Tares», accusano Chessa e Vernetti.
«Gestione Ambiente non è una scatola vuota, ma un’azienda nel vero senso della parola – replica Paolo Selmi, amministratore delegato della società – Un’azienda che fa utili, ha un bilancio in attivo, guadagna soldi per la collettività».

Infine l’ultima accusa rivolta da Novisiamo ai responsabili di Gestone Ambiente: quella di ospitare il materiale di proprietà del Partito Democratico, necessario per allestire le feste estive che si celebrano a Novi e nel novese. «C’è un regolare contratto?», vogliono sapere Chessa e Vernetti. «Certo che c’è – afferma Selmi – È stato firmato un contratto di subaffitto per il quale peraltro la società Gestione Ambiente si è riservata il diritto di disdetta in qualunque momento».

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