Che delusione quei dati così “normali”
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Elio Defrani - e.defrani@ilnovese.info  
30 Ottobre 2013
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Che delusione quei dati così “normali”

Dall'analisi dei dati reddituali degli amministratori comunali novesi, a parte alcune cifre che spiccano, emergono pochi dati rilevanti. La curiosità del cronista e la morbosità del "vicino di casa impiccione" è destinata a rimanere delusa.

Dall'analisi dei dati reddituali degli amministratori comunali novesi, a parte alcune cifre che spiccano, emergono pochi dati rilevanti. La curiosità del cronista e la morbosità del "vicino di casa impiccione" è destinata a rimanere delusa.

IL COMMENTO – Una legge dello Stato – il decreto legislativo n. 33 del 14 marzo scorso – impone alle amministrazioni locali di pubblicare i dati reddituali di sindaco, assessori e consiglieri. Si tratta di una disposizione normativa che ha dato luogo a molte polemiche. Da una parte è giusto che gli enti pubblici – e chi li guida – siano soggetti alla massima trasparenza. Dall’altra, la pubblicazione delle dichiarazioni dei redditi su internet sembra quasi una “gogna mediatica”, soprattutto quando ci sono di mezzo i Comuni più piccoli.

Nel caso di Novi – che pure ha pubblicato i dati senza dare loro rilievo e ovviamente in una posizione piuttosto nascosta del proprio sito internet – la curiosità del cronista e la morbosità di chi pensa che «chi fa politica, lo fa per arricchirsi» sono destinate a rimanere deluse. C’è qualche cifra che spicca, d’accordo, ma alla fine l’unica cosa da scoprire è che l’amministrazione comunale novese – tanto a destra quanto a sinistra – è per lo più formata da persone normali, che percepiscono stipendi o pensioni normali, e che possiedono auto e case normali.

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