MESSAGGI IN BOTTIGLIA – So-stare nel corpo (parte terza)
Il tema riguardante le problematiche alimentari e il rapporto con il nostro corpo, la mancata accettazione e l'adolescenza
Il tema riguardante le problematiche alimentari e il rapporto con il nostro corpo, la mancata accettazione e l'adolescenza
NOVI LIGURE – Con il Mib di oggi portiamo a conclusione il tema riguardante le problematiche alimentari e il rapporto con il nostro corpo, consapevoli che ancora molte cose si potrebbero dire. Nei precedenti messaggi abbiamo citato l’anoressia – la riduzione dell’assunzione di cibo fino a privarsene completamente, la bulimia – che prevede un’iperalimentazione con il ricorso a comportamenti quali vomito autoindotto e uso di lassativi per impedire l’aumento di peso, e l’obesità – ossia un eccesso di peso che ha importanti e gravi conseguenze sulla salute e sulla qualità della vita.
Questi rappresentano i principali disturbi dell’alimentazione, che tendono a emergere per lo più nel periodo dell’adolescenza, quando il giovane è impegnato nello sperimentarsi e auto-osservarsi per conoscere il proprio corpo, di cui ha necessità di scoprire le nuove potenzialità. Parallelamente, aumenta la preoccupazione per la propria immagine fisica, rispetto alla quale l’adolescente può sentirsi più o meno soddisfatto e percepirne come difetti le momentanee sproporzioni, spesso reagendo in modo esagerato di fronte a lievi imperfezioni fisiche quali acne, peluria ecc.
Queste preoccupazioni derivano dal fatto che l’adolescente è alla ricerca della propria identità, di fatto costruita attraverso l’immagine che le altre persone gli rimandano: ecco che, allora, facilmente gli indici corporei legati alla statura, al peso, alle proporzioni tra i vari organi somatici vengono fortemente investiti, creando ansie, perplessità, vissuti di inadeguatezza e sentimenti di inferiorità nei confronti di un’immagine di sé in formazione, non ancora stabile e adattiva. Nella maggior parte dei casi questo è un processo fase-specifico che si risolve da sé ma può succedere che il comportamento cominci a essere qualitativamente e quantitativamente fuori norma: che fare in questo caso? Fondamentale non cercare di negare la situazione. Un intervento pronto ed efficace è l’unico che permette di affrontare il problema impedendo che si incisti nella personalità e divenga un vero e proprio disturbo.
Non dimentichiamo che le problematiche di cui stiamo parlando hanno una componente psicologica centrale che si accompagna alle conseguenze organiche, perciò trattamento elettivo è un approccio interdisciplinare integrato tra figure professionali diverse ma complementari: lo psicologo, lo psichiatra, il nutrizionista, il dietista, che solo agendo di concerto possono di volta in volta privilegiare, senza mai escludere l’altro, il versante somatico o psichico a seconda delle fasi di malattia e giungere così alla costruzione di un percorso di cura che sia individualizzato e specifico per ognuno. Perché la malattia è sempre, per chiunque di noi, una metafora della devianza dal sentiero della nostra vita e, in quanto tale, è unica e irripetibile.
“Mi sveglio sempre in forma e mi deformo attraverso gli altri” (Alda Merini)