l cittadini non differenziano, il biodigestore non ingrana
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Redazione - redazione@ilnovese.info  
2 Novembre 2013
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l cittadini non differenziano, il biodigestore non ingrana

L’impianto inaugurato a maggio nella discarica di Srt di Novi, per la produzione di biogas, energia elettrica e compost, tarda a entrare a pieno regime. Colpa del ritardo è la mancanza di differenziazione del rifiuto da parte degli utenti

L?impianto inaugurato a maggio nella discarica di Srt di Novi, per la produzione di biogas, energia elettrica e compost, tarda a entrare a pieno regime. Colpa del ritardo è la mancanza di differenziazione del rifiuto da parte degli utenti

NOVI LIGURE – Il biodigestore, l’impianto inaugurato a maggio nella discarica di Srt di Novi, punta al trattamento di 18 mila tonnellate di rifiuto organico all’anno. La struttura serve alla produzione di biogas, energia elettrica e compost (fertilizzante per l’agricoltura). L’impianto tarda però a entrare a pieno regime. Colpa del ritardo è la mancanza di differenziazione del rifiuto da parte dell’utente. Meno rifiuto organico viene conferito e minore sarà la produzione di energia, biogas e compost.

L’importanza ambientale ed economica dell’impianto è subordinata al comportamento dei cittadini che dovrebbero effettuare una corretta raccolta dei rifiuti organici – spiega il presidente di Srt, Manuel Elleboro – Nel bacino di Srt, costituito da 116 comuni e 211 mila abitanti, si raccolgono mediamente 42 chili di umido all’anno pro capite, contro una produzione stimabile in circa 80 chili. Ciò vuol dire che quasi metà dei rifiuti organici finiscono nell’indifferenziato, con gravi ripercussioni sull’ambiente e incremento di costi a carico dei cittadini stessi”.

“Basti pensare che l’organico raccolto separatamente costa meno di 90 euro alla tonnellata, mentre l’indifferenziato costa quasi 140 euro – dice ancora Elleboro – Potenzialmente si potrebbero risparmiare circa 400 mila euro l’anno, senza tener conto del ricavo dalla produzione dell’energia elettrica. Importante è che l’umido e il verde vengano conferiti non inquinati da materiali estranei, come sacchetti di plastica o altri rifiuti che rendono la lavorazione più costosa. Aumenta così lo scarto, con costi sempre a danno dei cittadini”.

All’interno del digestore, in un ciclo completamente chiuso, particolari tipologie di batteri trasformano le sostanze nutritive producendo biogas, composto per il 60 per cento da metano, con il quale viene prodotta energia elettrica, da fonte rinnovabile, che viene immessa nella rete di distribuzione. Già nella fase di avviamento e collaudo, il digestore ha prodotto oltre 1,6 milioni di kilowatt/ora di energia elettrica. Il processo completo che porta alla formazione del compost (ottenuto con l’apporto dell’impianto di Tortona di Srt) dura invece almeno 5 mesi. Il materiale viene preventivamente triturato e vagliato, per eliminare i materiali estranei prima dell’introduzione nel digestore.
 
 

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