Cit, privatizzazione a tappe forzate
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Redazione - redazione@ilnovese.info  
9 Novembre 2013
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Cit, privatizzazione a tappe forzate

Secondo il presidente Fontana, non si può ritardare oltre la cessione del 40 per cento delle quote dell’azienda locale di trasporti

Secondo il presidente Fontana, non si può ritardare oltre la cessione del 40 per cento delle quote dell?azienda locale di trasporti

NOVI LIGURE – Il Cit ai privati. Almeno al 51 per cento delle azioni. La richiesta, arrivata secondo l’azienda dei trasporti del novese in modo piuttosto “tardivo”, è stata formulata da diversi sindaci dei Comuni consorziati, in particolare da Serravalle, Voltaggio, Arquata e Stazzano. Il bando per l’ingresso del privato è tecnicamente pronto e sarà pubblicato entro la prima quindicina di dicembre. Non oltre. In caso contrario sarebbe un disastro per l’azienda e per il Comune.

“Tutta questione di costi e di bilanci comunali – ha sottolineato il sindaco di Voltaggio Lorenzo Repetto – che diventano gravosi, anche alla luce dei tagli regionali. I Comuni oggi hanno bilanci blindati e l’azienda dei trasporti del novese ha subito ulteriori tagli. Quindi sarebbe opportuno ripensare alle condizioni economiche a disposizione dei Comuni. Sarà comunque l’assemblea a decidere, ma non dimentichiamo che per attirare l’interesse di un operatore privato, sarebbe necessario concedergli la maggioranza delle quote e non solo una parte”.

Sono d’accordo anche io sul fatto che un privato sarebbe più attratto a entrare nell’azienda come socio di maggioranza – risponde il presidente del Cit, Federico Fontana – ma oggi non lo ritengo tecnicamente possibile. L’operazione si deve portare avanti nel modo programmato, quindi con una cessione del 40 per cento delle quote. Ammesso che il mercato risponda, si può riuscire ad arrivare in fondo”.

Dice ancora Fontana: “Qualora invece, si profilasse l’idea di cedere il 51 per cento, tutti i Comuni dovrebbero deliberare nuovamente in materia, riunendo i consigli. E se l’operazione non partisse, dal 1° gennaio il Cit non sarebbe più legittimato a gestire i trasporti pubblici urbani a Novi e neppure i trasporti a pagamento. Queste attività rappresentano un grosso introito per il fatturato aziendale. Se venissero meno, il Cit potrebbe chiudere”.

Si potrebbe quindi trovare un compromesso: “Ad esempio – conclude Fontana – prevedendo che il socio operativo, sebbene in possesso solo del 40 per cento del capitale aziendale, possa effettivamente esercitare un ruolo centrale nel governo della società, fissando percentuali elevate per la formazione delle maggioranze in assemblea o nel Cda”.

 

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