Nemmeno la Sutter scampa alla crisi? Annunciati 20 esuberi
L'azienda chiede la procedura di mobilità per venti dipendenti. Si parla di "esuberi strutturali". Alla base del problema il calo delle vendite e del fatturato. I sindacati: "Impossibile ricorrere alla cassa integrazione straordinaria. Speriamo che l'azienda tuteli almeno i lavoratori più giovani"
L'azienda chiede la procedura di mobilità per venti dipendenti. Si parla di "esuberi strutturali". Alla base del problema il calo delle vendite e del fatturato. I sindacati: "Impossibile ricorrere alla cassa integrazione straordinaria. Speriamo che l'azienda tuteli almeno i lavoratori più giovani"
BORGHETTO BORBERA – Rischio mobilità per venti dei 115 dipendenti della Sutter di Borghetto Borbera, multinazionale che si occupa di detersivi e prodotti per l’igiene domestica.
Un calo “drastico” di vendite e fatturato hanno portato l’azienda a dichiarare un “esubero strutturale” che, non potendo applicare altri ammortizzatori sociali, si possono tradurre in mobilità.
“Siamo rimasti sorpresi da questa richiesta – dice Maurizio Campello della Cgil – anche perchè fino a pochi mesi fa si parlava di introdurre turni in più nel processo di lavorazione”.
“Secondo l’azienda, il problema consiste nel calo nelle vendite dei nuovi prodotti. Si tratta di concentrato contenuto in un blister che, sciolto in acqua, consente di effettuare le pulizie evitando di acquistare i classici flaconi, ottenendo così vantaggi dal punto di vista ambientale. A luglio erano stati organizzati turni di lavori appositi per avere scorte adeguate per il periodo delle ferie ma al rientro è emerso che le vendite sono scese del 20-30% a causa della crisi generale. La Sutter ora vuole tagliare i costi”, spiega Claudo Cavallaretto, della Femca Cisl.
I sindacati hanno inizialmente puntato sulla cassa integrazione straordinaria, anche se non è stato possibile farvi ricorso, “E’ necessario che l’azienda abbia da due anni il bilancio in rosso, situazione che non riguarda la Sutter, che sta producendo, seppure meno di prima”.
La trattativa è ancora aperta su almeno due punti: “capire quali sono le prospettive e la possibilità di utilizzare la mobilità su base volontaria o agganciandola alla pensione, tutelando i lavoratori più giovani”, dice ancora Campello.