Il telelavoro funziona: il Comune promuove il progetto
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Redazione - novionline@novionline.net  
16 Novembre 2013
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Il telelavoro funziona: il Comune promuove il progetto

Tre le lavoratrici che nelle ore pomeridiane svolgono le loro mansioni da casa. La decisione di rendere stabile questa forma di lavoro è stata presa alla luce dei risultati positivi ottenuti con il progetto "TEMPInCOMUNE"

Tre le lavoratrici che nelle ore pomeridiane svolgono le loro mansioni da casa. La decisione di rendere stabile questa forma di lavoro è stata presa alla luce dei risultati positivi ottenuti con il progetto "TEMPInCOMUNE"

NOVI LIGURE – Il telelavoro è ormai divento una forma stabile di attività lavorativa all’interno del Comune di Novi, consolidata con una modifica del regolamento degli Uffici e dei Servizi portata avanti dalla Giunta. La decisione è stata presa alla luce dei risultati positivi ottenuti dalla sperimentazione avviata a maggio di quest’anno con il progetto “TEMPInCOMUNE”.

Tre sono le postazioni attualmente assegnate ad altrettante le lavoratrici che hanno partecipato alla selezione. Nei requisiti essenziali, il bando si rivolgeva a donne che vivono nella necessità di curare e assistere familiari con gravi disabilità oppure bambini in determinate fasce di età. L’obiettivo è quello di promuovere forme di lavoro decentrato per favorire la conciliazione tra le esigenze di lavoro, famiglia e vita privata.

Nel tempo, ovviamente, i beneficiari potranno cambiare ma le postazioni di telelavoro rimarranno attive e disponibili per altri dipendenti che ne faranno richiesta.
Attualmente il telelavoro viene svolto solo nelle ore pomeridiane (per scelta delle dipendenti in accordo con i propri dirigenti), mentre al mattino le tre lavoratrici hanno mantenuto lo stesso orario, quindi la stessa presenza in ufficio, questo per non diminuire il rapporto con il pubblico e anche per l’organizzazione degli uffici.

La Giunta comunale, inoltre, ha approvato l’attivazione di un nuovo progetto per l’impiego di lavoratori socialmente utili. I Comuni, infatti, possono avvalersi dei lavoratori iscritti nelle liste di mobilità (che abbiano diritto al trattamento previdenziale corrispondente all’indennità di mobilità o cassa integrazione speciale) o in regime di pensionamento anticipato. Il progetto prevede l’impiego di quattro lavoratori per la riorganizzazione e la sistemazione di archivi in diversi uffici comunali.

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