Via Roma, siamo al punto di non ritorno?
In primo piano sul Novese in edicola da domani, giovedì 21 novembre, l'allarme lanciato dalle principali associazioni di categoria: negli ultimi 10 anni, in via Roma, hanno chiuso il 50 per cento degli esercizi. "La seconda via commerciale della città si è trasformata in un avamposto di tristezza e desolazione", spiega Merlano
In primo piano sul Novese in edicola da domani, giovedì 21 novembre, l'allarme lanciato dalle principali associazioni di categoria: negli ultimi 10 anni, in via Roma, hanno chiuso il 50 per cento degli esercizi. "La seconda via commerciale della città si è trasformata in un avamposto di tristezza e desolazione", spiega Merlano
NOVI LIGURE – In prima pagina sul Novese in edicola da domani, giovedì 21 novembre, la crisi economica che stanno attraversando i negozi del centro cittadino, che sembra toccare in particolar modo le attività di via Roma. L’allarme viene lanciato dalla principale associazione di categoria, sulla base del dato della chiusura di circa il 50 per cento degli esercizi, nel corso degli ultimi 10 anni.
Un declino iniziato, a detta dell’Ascom, dal sisma della primavera del 2003. “Via Roma – spiega il presidente dell’Ascom Massimo Merlano – sta avvicinandosi rapidamente al punto di “non ritorno”, trascinando una situazione indolente e senza prospettive che ha trasformato la seconda via commerciale della città in un avamposto di tristezza e desolazione, sotto gli occhi di tutti”.
In primo piano torna anche il Cit. Il Consorzio intercomunale dei trasporti sembra finito nel mirino dei tedeschi. A dimostrare particolare interesse per l’azienda dei trasporti novese pare essere l’azienda “Arriva”, che da diversi anni ha portato a termine acquisizioni di quote azionarie, nel nord ovest e nel nord est d’Italia, attraverso accordi con compagnie pubbliche.
Luci e ombre per le principali industrie della zona, divise tra chi amplia il proprio mercato e chi rischia. Mentre Novi attende per la primavera l’arrivo del cioccolato Bodrato e la Riccoboni-Grassano di Predosa viene premiata per le lavorazioni innovative, in val Borbera Sutter e Bundy se la passano male. Alla Sutter sono 20 gli esuberi tra i 115 dipendenti. La Bundy rischia di essere trasferita in Turchia. Dove è finita anche la proprietà della Pernigotti: ufficializzato proprio in questi giorni il passaggio di consegne tra gli Averna e i neo titolari della Toksoz.