Terzo Valico: il comitato dice no al consiglio comunale aperto
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23 Novembre 2013
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Terzo Valico: il comitato dice no al consiglio comunale aperto

L'accusa del movimento: "Convocare un consiglio alle tre del pomeriggio, quando le persone lavorano, dimostra la mancanza di volontà di confronto con i cittadini". E sulle perquisizioni disposte dalla Procura nelle case di quattro attivisti: "È una giustizia a orologeria".

L'accusa del movimento: "Convocare un consiglio alle tre del pomeriggio, quando le persone lavorano, dimostra la mancanza di volontà di confronto con i cittadini". E sulle perquisizioni disposte dalla Procura nelle case di quattro attivisti: "È una giustizia a orologeria".

NOVI LIGURE – Il comitato novese contro il Terzo Valico non parteciperà al consiglio comunale aperto che avrà luogo il 2 dicembre prossimo alle 15. L’annuncio è stato dato ieri mattina, venerdì 22 novembre, durante una conferenza stampa, tenutasi presso la sede del movimento.

“Convocare un consiglio alle tre del pomeriggio, quando le persone lavorano, dimostra la mancanza di volontà di confronto con i cittadini da parte dell’amministrazione comunale. È solo un teatrino: da parte della minoranza per cercare di accattivarsi il movimento No Tav, e da parte della maggioranza per poter dire, di fronte alla mancanza di pubblico, che il Terzo Valico non interessa e che andrà avanti per la sua strada”.
Il consiglio comunale aperto è stato chiesto al presidente del consiglio comunale Maria Rosa Porta da sei consiglieri comunali (Francesco Moro, Gianni Malfettani, Marco Bertoli, Biagio Zigrino, Franco Ciliberto).

Durante la conferenza stampa poi si è parlato delle perquisizioni che sono avvenute nelle case di quattro attivisti No Tav a Arquata nei giorni scorsi. Gli esponenti del comitato contro il Terzo Valico hanno parlato di “giustizia a orologeria”: “Il mandato di perquisizione è datato 6 novembre, il giorno successivo all’arrivo di Cociv a Radimero e le perquisizioni si sono svolte dopo la manifestazione del 10 novembre a Radimero”. I No Tav respingono anche l’accusa di violenza privata nei confronti di un operaio della Geotec, accusa che sarebbe all’origine delle perquisizioni.
“Abbiamo già preparato il ricorso – ha spiegato poi l’avvocato Laura Tartarini – È comunque davvero anomalo che si arrivi a tanto quando non c’è un reato grave”.

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