Veleni e sospetti, in Comune è guerra tra i sindacati
Home
Elio Defrani - e.defrani@ilnovese.info  
23 Novembre 2013
ore
00:00 Logo Newsguard

Veleni e sospetti, in Comune è guerra tra i sindacati

Cgil e Uil si schierano contro la fuga in avanti della Cisl, che ha proclamato lo stato di agitazione. Venturino e Bisio attaccano Sangiovanni: "È in palese situazione di incompatibilità, le sue azioni finalizzate a personali ambizioni politiche". Ma lui replica: "Se i lavoratori seguono voi, rischiano di perdere i loro soldi".

Cgil e Uil si schierano contro la fuga in avanti della Cisl, che ha proclamato lo stato di agitazione. Venturino e Bisio attaccano Sangiovanni: "È in palese situazione di incompatibilità, le sue azioni finalizzate a personali ambizioni politiche". Ma lui replica: "Se i lavoratori seguono voi, rischiano di perdere i loro soldi".

È guerra aperta tra Cgil e Uil da una parte, e Cisl dall’altra. Il campo di battaglia è il Comune di Novi, ente con 190 dipendenti, in subbuglio dall’inizio di ottobre per l’annunciata decisione dell’amministrazione comunale di non pagare parte del salario accessorio. «Si tratta di somme che vengono date ai dipendenti pubblici a fronte di servizi aggiuntivi: i servizi aggiuntivi non sono stati programmati, quindi niente soldi»: è questa, in estrema sintesi, la posizione del Comune.

Ma lo scontro tra i sindacati e il Comune è passato in secondo piano: a tenere banco, oggi, è la lite all’interno dei sindacati stessi. Una decina di giorni fa, infatti, la Cisl ha deciso di proclamare autonomamente lo stato di agitazione, preludio a uno sciopero di due giorni. “Di fronte all’inerzia di Cgil e Uil – si poteva leggere tra le righe del comunicato firmato dai rappresentanti della Fp-Cisl Michele Sangiovanni e Fabrizio Sala – tocca a noi prendere in mano la situazione”.

Cgil e Uil hanno visto rosso, e hanno dato la stura a risentimenti che covavano sotto le ceneri da parecchio tempo: da quando, più precisamente, Sangiovanni è passato dalla Cgil alla Cisl: «Nessuno ha preso alla leggera la situazione del Comune di Novi, anche se forse qualcuno ne era stato informato preventivamente, probabilmente da un dirigente “amico”, situazione sulla quale l’amministrazione comunale per troppo tempo ha fatto finta di non vedere e non sapere», scrivono Alvaro Venturino e Paola Bisio per Fp-Cisl e Fpl-Uil.
La stessa amministrazione comunale di Novi Ligure aveva nominato Sangiovanni nel consiglio di amministrazione di Srt, quindi come amministratore di una società comunale, e poi aveva fatto finta di non vedere la palese incompatibilità quando lo stesso Sangiovanni era stato eletto rappresentante sindacale in Comune. Doppio incarico, doppia remunerazione”, attaccano Venturino e Bisio.

Accuse che vengono rintuzzate da Sangiovanni: “Srt è una società per azioni di diritto privato e per i sindacalisti sono previste incompatibilità solo con le cariche istituzionali (sindaco, vicesindaco e così via”.
Ma al di là delle punzecchiature personali c’è il problema dello stato di agitazione. Secondo Cgil e Uil, “la Cisl ha scelto di andare avanti da sola con lo stato di agitazione, nonostante l’assemblea dei lavoratori avesse conferito un mandato unitario ai tre sindacati confederati. Potrebbe quasi venire il sospetto che questa fuga in avanti della Cisl, poi finita presto e male con un incontro in prefettura lo scorso 20 novembre e con il ritiro frettoloso dello stato di agitazione, sia solo funzionale a un percorso personale e politico, piuttosto che a una giusta vertenza sindacale”.

Secondo Sangiovanni quella di Venturino e Bisio è una ricostruzione pretestuosa. Il sindacalista della Cisl afferma di aver seguito la procedura imposta dalla legge, che richiede di indire lo stato di agitazione, al quale segue la convocazione da parte del prefetto. “Abbiamo messo l’amministrazione comunale di Novi alle strette: se entro il 10 dicembre non mettono sul tavolo i 178 mila euro del salario accessorio, possiamo legittimamente proclamare lo sciopero, mentre Cgil e Uil hanno le mani legate perché non hanno proclamato lo stato di agitazione. Stato di agitazione che, parte della Cisl, è stato sospeso e non ritirato, come sostengono Venturino e Bisio”.

Articoli correlati
Leggi l'ultima edizione