Cit, arrivano i tedeschi?
Lunedì 18 novembre si è svolto un vertice tra i sindaci, per definire gli ultimi particolari del bando che consentirà lingresso di un socio privato con il 40 per cento delle quote aziendali. Si comincia a parlare di "Arriva", società privata inglese, passata in mani tedesche
Lunedì 18 novembre si è svolto un vertice tra i sindaci, per definire gli ultimi particolari del bando che consentirà l?ingresso di un socio privato con il 40 per cento delle quote aziendali. Si comincia a parlare di "Arriva", società privata inglese, passata in mani tedesche
NOVI LIGURE – Il Consorzio intercomunale dei trasporti finisce nel mirino dei tedeschi. L’interesse teutonico per la compagnia dei trasporti del novese proviene dall’azienda “Arriva”, che già da diversi anni ha compiuto operazioni d’acquisizione di quote azionarie, nel nord ovest e nel nord est d’Italia, attraverso accordi con compagnie pubbliche.
Lunedì sera si è svolto nella sede del Cit di Novi un incontro tra i sindaci, per definire le ultime operazioni della gara d’appalto che sarà bandita entro dicembre. Gara che permetterà l’ingresso di un socio privato, al massimo per il 40 per cento delle quote. Si va però al bando senza l’accordo di programma quinquennale, contenente le quote che i Comuni dovrebbero versare di anno in anno.
Un aspetto cruciale che, insieme alla vendita delle quote di minoranza (esigua, ma garantisce la proprietà al pubblico), potrebbe far desistere eventuali acquirenti.
La gara potrebbe pertanto andare deserta, nella prospettiva di un futuro appalto che potrebbe garantire il 51 per cento delle quote al nuovo socio. Particolare fondamentale per risvegliare interessi anche oltreconfine. Si va quindi alla gara senza il programma quinquennale, non sottoscritto dai sindaci, e si chiede che il socio mantenga inalterate le condizioni di esercizio con proprio capitale. Chi comprerà, trovandosi nella situazione di dover colmare il mancato gettito dei Comuni, di circa 350 mila euro all’anno, potrebbe quindi desistere.
“C’è stato l’interesse da parte della “Arriva”, come pure della “Bus Italia”, società di proprietà delle Ferrovie di Stato – conferma il presidente del Cit, Federico Fontana – ma tutto sarà subordinato alla gara pubblica in cui tutto è sempre possibile. L’ultimo incontro è servito a definire le modalità e far partire la gara entro l’anno”.
“Arriviamo faticosamente alla fine dell’anno, avendo sostenuto con forza la socialità del servizio pubblico locale – afferma Paolo Grosso per la Rsu del Cit – L’interesse per la nostra azienda da parte di un noto e potente operatore straniero, conferma che gli sforzi fatti dai lavoratori sono valsi la pena, La gara di appalto necessita che siano implementate tutte le articolazioni che devono consentirne il buon esito. Ci aspettiamo altrettanta responsabilità da parte dei Comuni soci che faticano a comprendere la portata di tale interesse. Crediamo che un forte gruppo alimenterà perlomeno il mantenimento di tutti i posti di lavoro”.
La decisione di vendere solo il 40 per cento delle quote è probabilmente di natura elettoralistica. Annunciare una cessione della maggioranza delle azioni, potrebbe infatti avere ripercussioni negative all’interno della sinistra, in quanto da tempo gli alleati del Pd – Casa della sinistra (o quello che ne rimane) e Italia dei Valori – insistono a mantenere la maggioranza del capitale pubblico. Non è detto però che un’operazione di cessione del 51 per cento delle quote possa essere deleterio, soprattutto quando si tratta di salvare posti di lavoro. Certamente l’argomento Cit troverà un ampio dibattito e sarà curioso leggere cosa prevedono in questo senso i programmi elettorali di tutti i partiti.