Il deserto di via Roma: colpa della Ztl o dell’Outlet?
Confcommercio e Confesercenti concordano sulla crisi dei negozi nel centro storico novese, ma divergono sulle cause: per Merlano, è stata colpa dello spostamento del mercato e della zona a traffico limitato; per Guglielmero, delle tasse, degli affitti e dell'insediamento dell'Outlet.
Confcommercio e Confesercenti concordano sulla crisi dei negozi nel centro storico novese, ma divergono sulle cause: per Merlano, è stata colpa dello spostamento del mercato e della zona a traffico limitato; per Guglielmero, delle tasse, degli affitti e dell'insediamento dell'Outlet.
NOVI LIGURE – Le due principali associazioni degli esercenti novesi sono concordi sul fatto che la centralissima via Roma a Novi Ligure viva un drammatico momento dal punto di vista commerciale. Ma la comunanza di vedute finisce qui: ben diverse le analisi delle cause offerte dalle due associazioni.
Per Massimo Merlano (Ascom-Confcommercio), la colpa è da cercarsi nelle scelte politiche in tema di commercio fatte dal Comune di Novi: lo spostamento del mercato del giovedì, l’istituzione della zona a traffico limitato, l’arredo urbano scadente.
Di diverso avviso l’altra associazione, la Confesercenti, che attraverso un comunicato firmato dal presidente provinciale Bruno Guglielmero fa tutta altra analisi. «Si dice che il declino sia iniziato con il terremoto. Noi ci permettiamo di dissentire, perché di un terremoto si tratta, ma non rilevabile con i gradi della scala Mercalli, bensì con l’insediamento dell’Outlet, che ha distrutto l’economia dei negozi di vicinato delle nostre città».
Anche Guglielmero individua tre problemi per il commercio: la pressione fiscale in continua crescita, il caro affitti, la cannibalizzazione provocata dalla grande distribuzione. «Da sempre la politica sindacale della Confesercenti alessandrina è quella di difendere il commercio al dettaglio contro la grande distribuzione. Una vera insidia è rappresentata dagli Outlet e dalla loro proliferazione con regolamentazione non paritaria, sia nella commercializzazione del prodotto, sia nella materia degli orari. Da qui nasce il declino, la riduzione del fatturato e forza lavoro nei negozi del centro storico delle città e in quelli periferici».
E mentre nei centri storici vengono istituite le Ztl, nessuno considera l’impatto dei centri commerciali con «l’aumento sul traffico veicolare, congestione stradale, frequenti incidenti, inquinamento», afferma ancora Guglielmero, che attacca anche sul fronte occupazionale: «I supermercati e gli outlet offrono contratti precari. E intanto dei 12 mila lavoratori che hanno perso il lavoro nel commercio in questi ultimi cinque anni non si parla mai».
Da parte della direzione dell’Outlet di Serravalle nessuna replica: «Accuse totalmente infondate – spiegano – Sia sufficiente dire che la stragrande maggioranza dei milioni di visitatori che ogni anno arrivano nel nostro centro commerciale vengono da fuori zona. Non stiamo rubando clienti ai negozi di vicinato».