Baglietto, verso l’accordo
Arriva l'intesa di massima tra la proprietà e i sindacati per superare la crisi aziendale allo stabilimento di strada Castelgazzo
Arriva l'intesa di massima tra la proprietà e i sindacati per superare la crisi aziendale allo stabilimento di strada Castelgazzo
NOVI LIGURE – La scorsa settimana è stato raggiunto un accordo di massima tra le organizzazioni sindacali e l’azienda “Baglietto” di Novi, in merito al pagamento dei salari arretrati (mentre la tredicesima mensilità è stata regolarmente pagata), oltre alla pianificazione del prosieguo della cassa integrazione in deroga, a partire dall’inizio del 2014. Inoltre è stato confermato il reintegro dei due operai che erano stati licenziati, ufficialmente per “giustificato motivo oggettivo”.
L’incontro tra le parti offre una boccata di ossigeno ai 71 lavoratori, soprattutto per le rassicurazioni fornite dalla “Baglietto Marine Steel”, circa il piano di ristrutturazione aziendale che guarda a nuovi mercati esteri. L’azienda novese, nata a Genova, situata in strada Castelgazzo, occupa una superficie di 160 mila metri quadrati, di cui 46 mila coperti.
“Abbiamo trovato una buona rispondenza da parte dell’azienda sull’attuale situazione di crisi che sta attraversando – spiega Antonello Dell’Omo, della Uilm – stabilendo congiuntamente una pianificazione sulle retribuzioni pregresse. Abbiamo ottenuto l’acconto sullo stipendio di ottobre. Sarà mantenuta la cassa integrazione in deroga fino al 31 dicembre, con la prospettiva di proseguirla per i primi mesi dell’anno, periodo per il quale abbiamo preso l’impegno per inquadrare un aggiornamento sull’andamento generale aziendale”.
“Altro aspetto importante – dice ancora il sindacalista della Uil – è la conciliazione in sede sindacale che nei giorni scorsi ha visto reintegrati i due dipendenti che erano stati licenziati, a nostro avviso non per giusta causa. In linea di massima la “Baglietto” paga la crisi nazionale, pur dall’alto della sua leadership nel campo della metallurgia nel settore navale”. La Baglietto proprio recentemente si è occupata da protagonista del riequilibrio della Costa Concordia naufragata due anni fa all’isola del Giglio fornendo, su richiesta esplicita della Fincantieri, mille tonnellate d’acciaio in “cassoni” e altri sistemi, per un valore di quasi 32 milioni di euro.