Santa Caterina e stazione, quei bagni indegni
La denuncia di un pendolare che da Genova, con la famiglia, si è recato "In gita" a Novi Ligure domenica 24 novembre, giorno della fiera: servizi della stazione ferroviaria lasciati in condizioni "pietose, o meglio, indecenti"
La denuncia di un pendolare che da Genova, con la famiglia, si è recato "In gita" a Novi Ligure domenica 24 novembre, giorno della fiera: servizi della stazione ferroviaria lasciati in condizioni "pietose, o meglio, indecenti"
NOVI LIGURE – Desidero informarvi di questo episodio che mi ha visto coinvolto domenica 24 novembre a Novi Ligure. Come ogni anno, l’appuntamento con la fiera di Santa Caterina è una tradizionale “gita” tardo autunnale anche per tanti genovesi, oltre agli alessandrini e tanta gente di tutto il circondario. Io prediligo andarci di domenica, con la famiglia, così il 24 abbiamo raggiunto Novi con un treno da Genova.
Camminare per le vie, tra bancarelle di ogni tipo, si sa, stimola anche i naturali bisogni fisiologici e, non essendovi a Novi (almeno per quanto io sappia) dei funzionali servizi pubblici per “ottemperare” a certe necessità, se occorre approfittiamo della comoda presenza di bagni nella stazione ferroviaria della cittadina. Purtroppo, a differenza degli anni passati, con nostro sommo rammarico e con quello di altre persone (quasi tutte anziane) che avevano avuto la nostra stessa idea, abbiamo dovuto constatare la pietosa condizione, o meglio, l’indecente condizione dei predetti bagni, sia quelli per signore che per signori.
Buio, latrine immonde ancora ricolme di escrementi il bella mostra, scarichi mal funzionanti, urina sui pavimenti ed altre porcate, ne impedivano l’uso a chi, come me, restando stomacato nel constatare tale degrado, ha dovuto uscirne di corsa. Al ribrezzo è poi subentrata l’indignazione, a fronte anche del palese menefreghismo che regna nelle Ferrovie e, a mio avviso, pure nelle istituzioni locali, soprattutto in occasione di manifestazioni fieristiche o di altra natura, che richiamano migliaia di persone. Come presa in giro finale, notavo un cartello, che si trova accanto all’ingresso di uno dei locali, lato binari, che indicava un numero di cellulare cui telefonare in caso di reclami riguardo, appunto, i servizi igienici. L’appalto risulterebbe appartenere a un’impresa di Torino. In altre parole: “pensateci voi, almeno provateci”.
È evidente che tali situazioni, purtroppo assai diffuse, direi comuni, nel nostro Paese, sono soprattutto frutto della diseducazione e della stupidità/ottusità di troppe persone che, consapevoli (ahinoi, realisticamente) della quasi totale impunità di chi quotidianamente tiene certe condotte, è di fatto “autorizzato” ad arrecare continuo danno al prossimo e alle istituzioni. A quanto pare, quindi, la situazione è sfuggita di mano a tutti coloro che hanno responsabilità in questa materia, e vorrei tanto che fossero intraprese opportune iniziative per sensibilizzare le Fs e quanti hanno interesse affinché quelle storiche infrastrutture nazionali siano funzionali e all’altezza del compito assunto. Vorrei proporre, ad esempio l’introduzione di servizi a pagamento, che potrebbero arginare il fenomeno entro limiti accettabili e, nel contempo, favorire l’occupazione di tanti nostri connazionali meritevoli.
Maurizio Parodi