G3, quartiere deserto, continuano i furti
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Redazione - redazione@ilnovese.info  
7 Dicembre 2013
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G3, quartiere deserto, continuano i furti

Continuano ad agire indisturbati i ladri di rame nel punto commerciale, dove sopravvive ormai un solo negozio. E l'assessore Parodi propone affitti ridotti dei locali rimasti vuoti

Continuano ad agire indisturbati i ladri di rame nel punto commerciale, dove sopravvive ormai un solo negozio. E l'assessore Parodi propone affitti ridotti dei locali rimasti vuoti

NOVI LIGURE – I furti di rame si susseguono in maniera continua nel punto commerciale del quartiere G3, dove ormai un solo negozio è sopravvissuto dopo la chiusura degli altri quattro esercizi. Nella notte tra domenica e lunedì, infatti, è stato completato il trasferimento degli arredamenti del bar, chiuso a sua volta definitivamente. Ma l’unico negozio ancora attivo, la tabaccheria, è stato nuovamente preso di mira dai ladri l’altra notte.

“Avevo appena denunciato alla stampa e agli organi competenti un’ennesima irruzione dei ladri [nelle scorse settimane; ndr] – dice Paolo Gamalero – che sono ancora entrati in azione e questa volta nei miei confronti. I “soliti ignoti”, nottetempo, hanno asportato le canaline in rame poste sul retro del mio negozio, visto che ormai di rame, in questa struttura, quasi totalmente del Comune, non ce n’è ormai più. Gradualmente, nel corso degli ultimi anni è stato sottratto.

Non solo. I ladri di rame nella notte tra sabato e domenica hanno agito indisturbati, poiché la zona dalle 19.30 è praticamente deserta ora che anche il bar ha chiuso. hanno persino rubato gli sportelli metallici dei contatori dell’acqua di proprietà dell’Acos. Praticamente sono rimasto l’unico a svolgere la attività commerciale, ma col timore che alla sera, al momento della chiusura, possa trovarmi di fronte a malintenzionati”.

I timori si Gamalero sono stati esternati anche all’assessore al Commercio, Paolo Parodi, il quale si è detto disponibile a tentare di risolvere il “problema G3”, cercando una soluzione attraverso affitti ridotti dei locali rimasti vuoti. Magari offrendoli a enti pubblici e privati per realizzare servizi, evitando la desertificazione completa della zona.

 

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