La Officine di Arquata 96 all’asta
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Giampiero Carbone - g.carbone@ilnovese.info  
12 Dicembre 2013
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La Officine di Arquata 96 all’asta

L'Oda è ora guidata da un curatore fallimentare, il commercialista di Torino Walter Bullio, nominato dal tribunale di Alessandria dopo la domanda di fallimento presentata dal proprietario, l’imprenditore campano Fabrizio Improta. Per i 30 lavoratori richiesta la cassa integrazione straordinaria per un anno

L'Oda è ora guidata da un curatore fallimentare, il commercialista di Torino Walter Bullio, nominato dal tribunale di Alessandria dopo la domanda di fallimento presentata dal proprietario, l?imprenditore campano Fabrizio Improta. Per i 30 lavoratori richiesta la cassa integrazione straordinaria per un anno

ARQUATA SCRIVIA – L’Oda di Arquata andrà all’asta a metà gennaio. La storica “Officine di Arquata 96” è guidata al momento da un curatore fallimentare, il commercialista di Torino Walter Bullio, nominato dal tribunale di Alessandria dopo la richiesta di fallimento presentata dal proprietario, l’imprenditore campano Fabrizio Improta. Per i 30 lavoratori richiesta la cassa integrazione straordinaria per un anno.

“Il 15 gennaio – dice Anna Poggio, sindacalista della Fiom-Cgil – il curatore fallimentare presenterà lo stato passivo, dal quale si potrà desumere la situazione dei debiti e dei crediti dell’azienda del settore ferroviario. Intorno a quella stessa data si terrà l’asta dove verrà messo in vendita l’intero sito”. I lavoratori attendono oltre 200 mila euro di stipendi. La proprietà nel complesso ha lasciato debiti per 7 milioni di euro.

“Il curatore – dice ancora Poggio – finora ha al vaglio numerosi contatti con aziende interessate ad acquistare la fabbrica di Arquata ma, al momento, non ci sono offerte ufficiali e concrete. La Vico di Cairo Montenotte, per esempio, inizialmente pronta ad acquistare lo stabilimento direttamente da Improta, non si è più fatta viva.

Siamo consapevoli che l’asta del prossimo mese è l’ultima spiaggia per salvare la Oda e i suoi posti di lavoro. La speranza è che ci siano acquirenti, oltretutto a un costo certamente non elevato. Di sicuro il nuovo proprietario dovrà farsi carico dell’adeguamento degli impianti e di far ripartire i contatti con la Ferrovie dello Stato”. La Officine di Arquata è considerata comunque una delle aziende più appetibili del settore. Il curatore fallimentare si è già detto pronto a far sì che l’acquirente mantenga i posti di lavoro attuali.

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