Politica, si torna a parlare di quote rosa
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Marzia Persi - m.persi@ilnovese.info  
14 Dicembre 2013
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Politica, si torna a parlare di quote rosa

Nonostante a parole si voglia coinvolgere “il gentil sesso” alla vita politica cittadina, nei fatti, le porte del Partito Democratico per le donne non sono sembrano spalancate. Nei giorni scorsi si è tenuta una riunione delle amministrative, con i dirigenti selezionati dal neo segretario Diego Minetto: tra questi nessuna donna

Nonostante a parole si voglia coinvolgere ?il gentil sesso? alla vita politica cittadina, nei fatti, le porte del Partito Democratico per le donne non sono sembrano spalancate. Nei giorni scorsi si è tenuta una riunione delle amministrative, con i dirigenti selezionati dal neo segretario Diego Minetto: tra questi nessuna donna

NOVI LIGURE – La settimana scorsa, in occasione della presentazione della lista civica promossa da Camillo Acri a sostegno del candidato sindaco del Pd, Rocchino Muliere, si è parlato anche di quote rosa.
Il prossimo consiglio comunale sarà composto da sedici consiglieri e la giunta da tre assessori più il sindaco. Ciò significa che le liste dovranno avere, ognuna, sedici candidati. Rocchino Muliere auspica che ci siano otto donne e altrettanti uomini. Così aveva cercato anche di fare nel 2009 il Partito Democratico, andando a presentare un gruppo con dieci uomini e dieci donne.

Ma se da una parte si vuole coinvolgere “il gentil sesso” alla vita politica cittadina, dall’altra, nei fatti, le porte del partito di piazza XVII Aprile per le femminucce non sono poi così spalancate. Nei giorni scorsi si è tenuta una riunione per iniziare a parlare delle linee programmatiche per le amministrative del maggio 2014 alla quale hanno preso parte dieci dirigenti selezionati dal neo segretario Diego Minetto: tra questi nessuna donna.

Eppure il Pd vanta a Palazzo Pallavicini quattro consiglieri donna ovvero Michela Ziccardi, Dilva Manfredi, Patrizia Rebora e Concetta Malvasi. In giunta poi c’è Paola Cavanna, assessore all’urbanistica. Sono donne che in questa legislatura hanno svolto un ruolo di primo piano. E c’è chi sostiene che forse – prima di coinvolgere elementi esterni per la compilazione delle liste – sarebbe opportuno ascoltare e rendere participi le “quote rosa” già in seno all’amministrazione comunale e al Pd.

 

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