Un anno da cinema?
Il 2014 finalmente vedrà il ritorno in città di una sala cinematografica? Qualcosa in Regione si sta muovendo (cè da cambiare una legge che impedisce lapertura di altri cinema oltre a quelli già attivi), ma i tempi saranno lunghi.
Il 2014 finalmente vedrà il ritorno in città di una sala cinematografica? Qualcosa in Regione si sta muovendo (c?è da cambiare una legge che impedisce l?apertura di altri cinema oltre a quelli già attivi), ma i tempi saranno lunghi.
NOVI LIGURE – Il 2014 sarà l’anno del ritorno di un cinema a Novi: l’Iris. Dopo oltre sette anni di attesa questa è l’ipotesi (meglio non sbilanciarsi visti i precedenti) rimbalzata in città subito dopo la recente riunione della commissione regionale Cultura. L’assessore Michele Coppola ha esposto la bozza preliminare per la variante alla legge regionale per i locali di pubblico spettacolo. La norma in vigore, di fatto, vieta l’apertura delle sale di proiezione in città, in quanto i posti a sedere vengono numericamente assegnati in funzione delle “mappature” dei cinema distribuiti sul territorio.
Poiché in provincia esistono già alcune multisala con diverse centinaia di posti a sedere, la legge stabilisce che a Novi spetterebbero solo 100 posti. Ma a queste condizioni nessun imprenditore si accollerebbe gli oneri di investimento per un locale così piccolo. Dopo lunga “gestazione”, perlomeno adesso la bozza di variante è una realtà. “Il dato confortante è che l’assessore, su mia esplicita sollecitazione – spiega il consigliere regionale Rocchino Muliere – abbia depositato in commissione un documento che permetterà, dopo l’iter dei vari passaggi consiliari, di variare una legge assurda. Il documento comprende uno studio relativo alla situazione attuale piemontese.
Non c’è solo Novi in attesa dell’apertura o della riapertura di un cinema. La situazione generale si è generata nel tempo a causa del dominio delle multisale. Sarà nostra premura fare in modo che il nuovo testo che approverà il Consiglio regionale fermi questo monopolio. In genere non parliamo di far aprire enormi strutture con 10 o 15 sale, ma anche soltanto di 3 o 4, come è in progetto per l’Iris di Novi. Siamo ancora nella fase istruttoria, ma l’ultimo passo dell’assessore Coppola ha portato la situazione in una fase molto più avanzata. In un clima di liberalizzazione non è pensabile che i piccoli centri non possano avere un cinema. Così come non è giusto che dalle piccole città o dai paesi ci si debba sempre spostare perché non c’è la possibilità di aprire una sala di proiezione”.
A contribuire alla modifica del regolamento regionale hanno senza dubbio contribuito i ragazzi del comitato Viviamo Novi, che avevano organizzato una petizione che raccolse oltre 3 mila firme, consegnate al presidente del Piemonte Roberto Cota. C’era l’interessamento all’ex Iris del Gruppo Giacobbe, azienda genovese leader nel settore delle sale da proiezione. Ma in seguito ai ritardi burocratici e normativi (duranti circa cinque anni in totale) sarà ancora interessato a rilevare lo storico cinema di via Girardengo?