No Tav: “Pronti a bloccare il cantiere”
Sabato prossimo, 18 gennaio, i comitati di Liguria e basso Piemonte si riuniranno fin dalle 6 del mattino per impedire ai camion di uscire ed entrare nel cantiere del Terzo Valico
Sabato prossimo, 18 gennaio, i comitati di Liguria e basso Piemonte si riuniranno fin dalle 6 del mattino per impedire ai camion di uscire ed entrare nel cantiere del Terzo Valico
VOLTAGGIO – I No Tav sono pronti a bloccare il cantiere di Voltaggio. Sabato prossimo, 18 gennaio, i comitati di Liguria e basso Piemonte si riuniranno fin dalle 6 del mattino per impedire camion di uscire ed entrare nel cantiere. “Sono già alcune settimane – dice Danilo Fossati del comitato novese No Terzo Valico – che lungo la provinciale 160 della val Lemme si lavora, ma non si sa esattamente cosa si stia facendo.
Dal vecchio tunnel si notano camion che scendono con materiale”. L’azione che intendono mettere a segno i No Tav non è legale “ma assolutamente legittima – sottolinea Claudio Sanita – Sabato sarà una giornata in cui nessun camion entrerà o uscirà dal cantiere, non si lavorerà. La nostra comunque sarà, come è accaduto sempre, una manifestazione pacifica. Contrasteremo l’opera con i nostri corpi”.
Gli esponenti dei comitati locali sono anche preoccupati riguardo alla presenza di amianto. “Il protocollo sull’amianto che doveva essere presentato a metà dicembre – continuano Fossati e Sanita – non è stato ancora reso pubblico, forse lo sarà il 25 gennaio durante un incontro a Carrosio. Ma ciò che preoccupa è il modo in cui si porta avanti il progetto esecutivo che, a nostro avviso, esecutivo non è. Perché se così fosse il protocollo sull’amianto avrebbe dovuto già essere predisposto. Senza contare che tale protocollo implica, in caso di presenza di amianto, spese ulteriori perché lo smaltimento dovrebbe avvenire secondo rigide norme”.
Ciò che più fa discutere a tale riguardo è anche la posizione dei sindaci del territorio. “Sulla richiesta di moratoria del marzo scorso, sottoscritta da undici primi cittadini, non è stato più detto nulla. Inoltre mi pare di ricordare – continua Sannita – che anche durante il consiglio comunale aperto di Novi, gli amministratori avessero detto che se si trovava amianto veniva tutto bloccato. A quanto pare nessuno sta muovendo un dito. Siamo solamente noi dei Comitati che controlliamo il cantiere. Ancora qualche giorno fa abbiamo segnalato attraverso documentazione fotografica che a Voltaggio la recinzione di protezione dello smarino aveva ceduto. Nessuno, né Arpa, né Cociv né amministratori avevano provveduto alla sistemazione della recinzione”.