Commercio, il bilancio del 2013
Nei dodici mesi appena trascorsi, le aperture di nuove attività commerciali non hanno compensato le chiusure di alcune realtà importanti, specialmente legate al settore automobilistico. Resistono invece il settore della ristorazione e i locali dedicati ai giovani
Nei dodici mesi appena trascorsi, le aperture di nuove attività commerciali non hanno compensato le chiusure di alcune realtà importanti, specialmente legate al settore automobilistico. Resistono invece il settore della ristorazione e i locali dedicati ai giovani
NOVI LIGURE – Segna il passo il commercio cittadino e i dati relativi a chiusura e aperture avvenute nel corso dell’anno appena trascorso, sono interpretabili sotto vari aspetti, che tuttavia non indicano una situazione positiva. Il rapporto tra le attività che hanno abbassato le serrande e le nuove iniziative, in effetti sulla carta rimarrebbe invariato, ma la realtà indica invece una situazione preoccupante. Oggi sono 539 le attività commerciali “di vicinato” attive in città (negozi con superficie non superiore ai 250 metri quadrati), di cui 395 sono i non alimentari e 144 gli alimentari misti.
Le strutture di media superficie (oltre 250 metri quadri), sono 28 (in genere super e iper mercati). I locali pubblici di somministrazione sono 150, di cui 78 bar tradizionali e 72 ristoranti. Questi risultati sono stati determinati nel corso del 2013, avvicendati da chiusure, nuove aperture e sub ingressi. Ci sono state 5 cessazioni, 6 nuove aperture e 25 subentri (17 bar e 8 ristoranti), quindi gestioni che hanno rilevato strutture esistenti. Il dato finale, al 31 dicembre, segna un buon incremento delle attività di somministrazione di alimenti, mentre segnano il passo quelle legate all’abbigliamento. Tuttavia dall’ufficio Commercio del Comune segnalano anche la possibilità che entro la prima quindicina di gennaio, possano essere presentate almeno altre due cessazioni di esercizi che potrebbero aver chiuso definitivamente i battenti alla fine di dicembre.
“Si potrebbe pensare a una sostanziale tenuta del tessuto commerciale cittadino – chiarisce l’assessore al Commercio, Paolo Parodi – ma se analizziamo il risultato, la lettura non è certamente confortante. Apparentemente potrebbe sembrare che per ogni attività chiusa se ne apra un’altra. Statisticamente le cose starebbero pure in questi termini, ma non dimentichiamo il devastante anno di crisi appena trascorso che ha visto la chiusura di storici presidi commerciali come “Tessilnovi”, o le concessionarie “Sama” e “Volkswagen”, per una perdita di oltre cento posti di lavoro”.
“Poco bilancia quindi, l’esercizio che apre, magari con una conduzione familiare o addirittura gestito da una sola persona – continua ancora Parodi –Tengono ancora bene, però, le attività di ristorazione, soprattutto quelle dedicate ai giovani. Questo potrebbe essere un punto di partenza che lascerebbe sperare in un migliore 2014”.