35 Ter, slitta l’apertura
Rimane chiusa la strada provinciale che collegherà la periferia cittadina con l'imbocco del casello autostradale a causa della mancanza di barriere antirumore. "Se avremo fortuna arriveranno in settimana - spiega l'assessore provinciale Moro - La provincia è comunque in anticipo sulla fine dei lavori"
Rimane chiusa la strada provinciale che collegherà la periferia cittadina con l'imbocco del casello autostradale a causa della mancanza di barriere antirumore. "Se avremo fortuna arriveranno in settimana - spiega l'assessore provinciale Moro - La provincia è comunque in anticipo sulla fine dei lavori"
NOVI LIGURE – La mancanza di barriere antirumore è la causa della mancata apertura della 35 Ter, la strada provinciale che collegherà la periferia di Novi (all’altezza della zona artigianale Cipian) con l’imbocco del casello autostradale di Serravalle. Un’arteria strategica attesa molti anni, costata quasi 20 milioni di euro. Ci si aspettava l’inaugurazione della 35 Ter nel periodo natalizio, per facilitare la viabilità in occasione dell’apertura dei saldi dell’Outlet, ma questo intoppo impone uno slittamento della cerimonia di apertura.
“Se avremo fortuna le barriere arriveranno in settimana – conferma l’assessore provinciale ai Lavori pubblici, Graziano Moro – Credo tuttavia sia giusto precisare che la Provincia è in netto anticipo sulla chiusura dei lavori, prevista per la fine di febbraio. Abbiamo già provveduto a tutte le verifiche della 35 Ter e quindi ci serviranno solo 30 metri per posizionare le barriere antirumore in prossimità della località “Vallone”, nel territorio di Novi, dove sorgono abitazioni. In effetti c’è stato chi ha proposto di inaugurare ugualmente la strada, ma in questo caso avremmo dovuto far coesistere la viabilità con un cantiere, consentendo l’accesso dei veicoli a senso unico alternato. Mi sono opposto perché, come ha insegnato il sindaco Armando Pagella, le opere si consegnano solo quando sono finite. Inaugurare la strada e nello stesso tempo iniziare altri lavori, sarebbe stato un controsenso. In pochi giorni tutto sarà risolto”.
Intanto è emerso che un breve tratto della nuova strada, non ancora terminata, dovrà essere demolita perché andrà a interferire con il tracciato del Terzo Valico. I tempi sono incerti: accadrà non prima di qualche anno. I costi saranno a carico del Cociv, il consorzio di imprese incaricato di costruire la linea ferroviaria. Rimarranno però i disagi per i cittadini: un tratto di 35 Ter potrebbe rimanere chiuso per un anno, salvo eventuali proroghe. Secondo la convenzione sottoscritta tra Provincia e Cociv, il consorzio non è tenuto a risarcire i disagi, ma solo a pagare i lavori di demolizione e ricostruzione. I No Tav hanno affrontato l’argomento durante la conferenza stampa di lunedì [vedi servizio a pagina 20]: “Il progetto esecutivo del Terzo Valico è all’insegna dell’approssimazione: la vicenda della 35 Ter ne è la dimostrazione lampante”.