La tradizione si rinnova, torna il Pranzo della Merla
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Michela Ferrando - redazione@ilnovese.info  
21 Gennaio 2014
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La tradizione si rinnova, torna il Pranzo della Merla

Si terrà domenica 26 gennaio il primo appuntamento enogastronomico del 2014, sostenuto dall'Ordine dei Cavalieri del Raviolo e del Gavi. Il ritrovo è previsto al ristorante "O Vittorio" di Recco

Si terrà domenica 26 gennaio il primo appuntamento enogastronomico del 2014, sostenuto dall'Ordine dei Cavalieri del Raviolo e del Gavi. Il ritrovo è previsto al ristorante "O Vittorio" di Recco

GAVI – Domenica 26 Gennaio si terrà il tradizionale Pranzo della Merla, primo appuntamento enogastronomico del 2014 dell’Ordine dei Cavalieri del Raviolo e del Gavi. I Cavalieri del Raviolo e del Gavi sono una Confraternita Enogastronomica costituita nel luglio 1973 dall’indimenticabile Carletto Bergaglio. Gli scopi della Confraternita sono quelli di promuovere il territorio e la gastronomia gaviese e in particolare i ravioli, che la leggenda racconta essere nati proprio a Gavi, e il vino bianco DOCG Gavi primo bianco “secco” in ordine di tempo a ottenere la DOCG in Piemonte.

Il ritrovo è previsto presso il ristorante “O Vittorio” di Recco, luogo dove la tradizione gastronomica e la cultura vitivinicola ligure trovano la massima espressione con i piatti di pesce più fresco delle cooperative marittime di Recco e i prodotti ortofrutticoli dell’entroterra ligure. I giorni della merla (gli ultimi tre giorni di Gennaio) nella tradizione popolare segnano il culmine dell’inverno poiché sono ritenuti i tre giorni più freddi dell’anno. L’origine della locuzione non è chiara e vari sono i racconti che se ne fanno: secondo una versione della leggenda, una merla, con uno splendido candido piumaggio, era regolarmente strapazzata da Gennaio, mese freddo e maligno che si divertiva ad aspettare che la merla uscisse dal nido in cerca di cibo, per gettare sulla terra freddo e gelo.

Stanca delle continue persecuzioni, la merla un anno decise di fare provviste sufficienti per un mese e si mise al riparo per tutto il mese di Gennaio, che allora aveva solo ventotto giorni. L’ultimo giorno del mese, la merla, pensando di aver ingannato il cattivo Gennaio, uscì dal nascondiglio e si mise a cantare per sbeffeggiarlo. Gennaio se ne risentì così tanto che chiese in prestito tre giorni a Febbraio e si scatenò con bufere di neve, vento, gelo, pioggia. La merla si rifugiò alla chetichella in un camino e lì restò al riparo per tre giorni. Quando la merla uscì, era sì salva, ma il suo bel piumaggio si era annerito a causa del fumo, e così essa rimase per sempre con le piume nere. Come in tutte le leggende, esiste un fondo di verità: infatti nel calendario romano il mese di gennaio aveva solo ventotto giorni. Pur in assenza di ogni base scientifica, ancor oggi, secondo la tradizione popolare, si ritiene che se i giorni della merla sono freddi, la primavera sarà bella, e se invece sono miti, la primavera arriverà in ritardo.

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