Gara per le reti del gas, Acos pronta a quadruplicare
La società novese punta ad assicurarsi lappalto gestionale per i due ambiti territoriali di competenza. Ma studia anche un paracadute nellipotesi in cui la gara non dovesse andare come spera lazienda
La società novese punta ad assicurarsi l?appalto gestionale per i due ambiti territoriali di competenza. Ma studia anche un ?paracadute? nell?ipotesi in cui la gara non dovesse andare come spera l?azienda
NOVI LIGURE – Acos a un bivio. La società novese che si occupa – tra l’altro – della gestione delle reti del gas potrebbe infatti rivolgere lo sguardo anche ad altre politiche energetiche come la cogenerazione, il teleriscaldamento, la geotermia e il fotovoltaico.
Il punto dirimente sarà quello dell’appalto gestionale sulle reti del gas e dagli ambiti territoriali che sono stati ridisegnati. Attualmente Acos gestisce le reti del gas di parte dei due ambiti territoriali di competenza: quello che coinvolge il novese, l’acquese e l’ovadese e l’altro che riguarda il tortonese e le valli Curone, Borbera e Scrivia. In ballo ci sono in totale circa 100 mila abitanti per ciascun ambito. Nei prossimi mesi, quindi, Acos deciderà con quali modalità partecipare al bando di gara per la gestione delle reti del gas. Nel caso l’Acos vincesse, dovrebbe attuare una politica di forti investimenti, reperendo ingenti capitali.
Potrebbe però non vincere la gara. In tal caso riceverebbe un indennizzo dalla società subentrante superiore ai 35 milioni di euro. Ecco allora che con questa somma Acos potrebbe rilanciarsi verso altre soluzioni imprenditoriali rivolte a esempio alle fonti di energia alternative, pur venendo meno il settore storico del gas che è uno dei punti di forza dell’intero Gruppo. Insomma, è bene puntare in alto, ma è saggio prepararsi un paracadute.
“Penso che dovremmo fare il possibile per vincere la gara d’appalto – sostiene l’amministratore delegato di Acos, Mauro D’Ascenzi – Per noi sarebbe l’occasione di passare dai 50 mila abitanti serviti, ai 100 mila in un solo ambito. Addirittura a 200 mila, qualora vincessimo in entrambi gli ambiti. Ma dobbiamo anche valutare i settori su cui potremmo puntare con i soldi dell’indennizzo che ci spetterebbe in caso di non aggiudicazione delle gare. Con i soldi potremmo intraprendere importanti business nel settore della cogenerazione e in quello del teleriscaldamento”.
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