MESSAGGI IN BOTTIGLIA – “Ma dici a me?”
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Daria Ubaldeschi - mib@ilnovese.info  
23 Gennaio 2014
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MESSAGGI IN BOTTIGLIA – “Ma dici a me?”

La paranoia, stato d'animo che ciascuno di noi può sviluppare con la fantasia irrazionale di essere stato tradito, imbrogliato, danneggiato, quando ci sentiamo insicuri, confusi, quando le certezze prima date per scontate vengono a mancare

La paranoia, stato d'animo che ciascuno di noi può sviluppare con la fantasia irrazionale di essere stato tradito, imbrogliato, danneggiato, quando ci sentiamo insicuri, confusi, quando le certezze prima date per scontate vengono a mancare

NOVI LIGURE – Qualcuno forse riconoscerà nel titolo del MIB di questa settimana una famosa frase tratta da “Taxi driver”, film del 1976 magistralmente interpretato da Robert De Niro nei panni di Travis, giovane reduce del Vietnam sociopatico e paranoico. In questa scena Travis impugna una pistola davanti allo specchio rivolgendosi ad un altro se stesso che lui sente come una minaccia, l’altra parte di sé che non lo fa dormire la notte, che lo isola dal mondo, che in fondo lo rende un ingenuo commediante intrappolato in una metropoli ostile.

Perfetta condizione per sviluppare fantasie paranoidi che non sono però sempre confinate in queste situazioni estreme, anzi, pur in forma certamente più attenuata, credo che capiti a tutti, prima o poi, di avere fantasie irrazionali intrusive, che più non si riesce a scacciare dalla mente, più creano un diffuso senso di angoscia. Sono fantasie che non sappiamo cosa possano significare, che ci fanno domandare, magari davanti allo specchio, se non stiamo impazzendo! Alcune di queste forme rientrano nell’ambito della psicopatologia, sono quindi espressione di precise malattie diagnosticabili, ma più spesso si tratta di immaginazioni di tipo paranoide che rientrano nell’ordinaria vita mentale.

Ciò significa che chiunque di noi può diventare paranoico, sviluppare, quindi, la fantasia irrazionale diessere stato tradito, imbrogliato, danneggiato, anche se è molto più probabile che lo diventiamo in momenti di crisi personale e sociale (quanto mai attuale!), quando ci sentiamo insicuri, confusi, quando le certezze prima date per scontate vengono a mancare. Dal punto di vista psicologico i pensieri paranoici hanno la funzione di liberarci dai sentimenti aggressivi, come se proiettando la nostra rabbia sull’altro sentissimo di riuscire a liberare noi stessi da sentimenti “oscuri”, come se ci dicessimo una cosa del tipo “non sono io che voglio far del male (in senso lato) a te ma sei tu che vuoi far del male a me”, da cui il sentimento di paranoia e la giustificazione alla nostra collera.

Soprattutto, però, tali fantasie sono spesso la conseguenza della sensazione che gli altri non si prendano cura di noi, non siano interessati a noi e alla nostra vita, come se fossimo trasparenti: credo sia molto meno doloroso sentirsi traditi, perché significa esistere per l’altro, piuttosto che sentirsi dimenticati, assenti. Ecco perché tali sintomi tendono ad aumentare con l’età, facendosi più pressanti durante la vecchiaia, quando, al contrario, si riducono le probabilità di sviluppare disturbi psicopatologici gravi ma si avverte il mondo più indifferente, distaccato e distratto: la paranoia, in fondo, ci aiuta a mantenere la convinzione che comunque ci sia qualcuno che pensa a noi! E questo ci fa sentire meno soli.

“Quando si nasce, si piange perché ci si ritrova su questo enorme palcoscenico di matti” (W. Shakespeare – Re Lear)

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