I nostri nomi sono scritti sull’acqua, fotografia a Spazio Arte
Apre domani, sabato 1° febbraio, la mostra di Elisabetta Goggi: protagonista dei fotogrammi è il riflesso sullacqua. Volti di città o angoli campestri, questi scatti aprono spiragli su affascinanti dilemmi, loggetto e il suo doppio, lessenza del concreto
Apre domani, sabato 1° febbraio, la mostra di Elisabetta Goggi: protagonista dei fotogrammi è il riflesso sull?acqua. Volti di città o angoli campestri, questi scatti aprono spiragli su affascinanti dilemmi, l?oggetto e il suo doppio, l?essenza del concreto
GAVI – Il racconto visivo che attraversa gli ultimi scatti di Elisabetta Goggi [nella foto] comincia quando gli equilibri formali dei mondi in cui abitiamo vacillano, si squagliano. Orfana del nostro sguardo, transitato altrove, su un’altra concreta figura pronta a scomporsi non appena uscita dal dominio dei sensi, l’immagine si scioglie. L’essenza dinamica, liquida, della realtà è, dunque, il cuore della personale “I nostri nomi sono scritti sull’acqua” che l’artista novese presenta questo mese a Spazio Arte di Gavi, in Corte Zerbo.
Laureata in Storia dell’Arte a Genova, città di luce e onde assai cara al suo cuore, dottore in Storia della fotografia, linguaggio espressivo approfondito all’Accademia Ligustica del capoluogo ligure, per alcuni anni collaboratrice della nota galleria genovese Ellequadro Documenti, presso Palazzo Ducale, Elisabetta Goggi è ormai nota al pubblico per lo stile raffinato ed elegante di inquadrature che spostano il dato concreto nell’astratto, nel simbolico.
Tra le ultime esposizioni, la mostra, al teatro Marenco di Novi Ligure, e il relativo libro fotografico, dedicati all’ex Collegio San Giorgio, al vuoto attuale dell’importante, antica struttura e la rassegna “Vissuto e presente”, centrata sugli ambienti quotidiani, alla Facoltà di Scienze della Formazione di Genova, che testimoniano la mobile attenzione del suo obiettivo, impegnato in una ricerca visiva aperta ai temi dell’archeologia industriale, del cosmo urbano, del paesaggio naturale, del passaggio dell’uomo, presenza o marcata assenza, nello spazio.
Protagonista dei fotogrammi raccolti nella galleria gaviese è il riflesso sull’acqua. Volti di città o angoli campestri, questi scatti aprono spiragli su affascinanti dilemmi, l’oggetto e il suo doppio, l’essenza del concreto. Soprattutto, essi creano spazi luminosi di quiete dove specchiare le proprie emozioni.
La mostra, che sarà inaugurata sabato 1° febbraio alle 17.30, si protrarrà fino al 28 febbraio e sarà aperta da giovedì a domenica, dalle 16.00 alle 19.00, con ingresso libero.