Quella sera al Vel d’Hiver, l’incontro tra il Gira e l’anarchico
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Michela Ferrando - novionline@novionline.net  
31 Gennaio 2014
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Quella sera al Vel d’Hiver, l’incontro tra il Gira e l’anarchico

Domani, sabato 1° febbraio, alle 21.00 proseguirà la stagione teatrale al Giacometti di Novi Ligure con lo spettacolo scritto, interpretato e diretto dal bravo attore alessandrino Massimo Poggio e da Gualtiero Burzi e Davide Iacopini.

Domani, sabato 1° febbraio, alle 21.00 proseguirà la stagione teatrale al Giacometti di Novi Ligure con lo spettacolo scritto, interpretato e diretto dal bravo attore alessandrino Massimo Poggio e da Gualtiero Burzi e Davide Iacopini.

NOVI LIGURE – Domani, sabato 1° febbraio, alle 21.00 proseguirà la stagione teatrale al Giacometti di Novi Ligure con lo spettacolo “Quella sera al Vel D’Hiver”, scritto, interpretato e diretto dal bravo attore alessandrino Massimo Poggio e da Gualtiero Burzi e Davide Iacopini. Poggio, appassionato di bicicletta e affermato attore di cinema e televisione a livello nazionale, ha interpretato diversi film quali “La finestra di fronte” e “Cuore sacro” oltre a numerose fiction televisive e torna ora a teatro con una rappresentazione che è ispirata alla storia vera di Costante Girardengo e Sante Pollastri.

Nati entrambi a Novi Ligure alla fine dell’Ottocento, i due riescono a tirarsi fuori dalla povertà in cui erano cresciuti. Costante Girardengo è il vincitore di innumerevoli corse in bicicletta, tanto da meritare l’appellativo, per la prima volta di “Campionissimo”, lo stesso che poi verrà attribuito anche a Fausto Coppi, e Sante Pollastri è detto “il bandito”: sono due campioni, uno del pedale e l’altro della rivoltella. I due, che già si conoscono dall’infanzia ed in seguito grazie alla comune frequentazione con il massaggiatore Biagio Cavanna, finiscono per incontrarsi alla sei giorni di Parigi al Velodromo d’Inverno una sera di settembre del 1925. E’ questo l’incontro che viene raccontato nello spettacolo di Poggio.

Costante Girardengo, nato a Novi Ligure il 18 marzo 1893, divenne professionista nel 1912, ottenendo subito un nono posto al Giro di Lombardia. L’anno successivo conquistò il primo dei nove titoli italiani per professionisti su strada che avrebbe vinto nel corso della sua carriera. Interrotta l’attività a causa dello scoppio della Prima Guerra Mondiale, tornò a gareggiare nel 1917 piazzandosi secondo alla Milano-Sanremo che vinse l’anno successivo. Alla fine della carriera le sue vittorie nella “Classicissima” furono sei, un record battuto solamente cinquant’ anni dopo da Eddy Merckx. Nel 1919 Girardengo si aggiudicò il terzo titolo italiano e al Giro d’Italia conservò la maglia rosa dalla prima all’ultima tappa, vincendone sette. Al termine della sua gloriosa carriera l’”omino di Novi” dovette cedere il campo all’astro nascente Alfredo Binda. In carriera vinse 94 corse su strada e 165 su pista. Muore a Cassano Spinola il 9 febbraio 1978.

Sante Pollastri nasce a Novi il 14 agosto 1899. Pollastri, diciannovenne, uccise un carabiniere e si diede alla macchia. Durante il periodo della latitanza, Pollastri uccise diversi militi delle forze dell’ordine. Tra questi, enorme clamore suscitò nel giugno del 1926 l’uccisione di due carabinieri presso Mede in Lomellina, e nel novembre dello stesso anno, di due poliziotti in un’osteria di via Govone, a Milano. Pollastri incarna la figura del ribelle all’autorità in un periodo in cui si stavano concretizzando una svolta autoritaria e il passaggio dalla democrazia al fascismo. In questo senso divenne una figura eroica per il mondo anarchico e per i nascenti movimenti antifascisti. Pollastri venne arrestato a Parigi nel 1927. Condannato all’ergastolo, fu inviato a scontare la pena sull’isola di Santo Stefano. Fu graziato nel 1959 dal presidente Giovanni Gronchi e passò gli ultimi 19 anni della sua vita a Novi, praticando l’attività di commerciante ambulante di stoffe. Muore a Santhià il 30 aprile 1979.

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