Vicesindaco, Acri e Moncalvo tirano Muliere per la giacca
In città si gioca già al totogiunta, ma con la riduzione del numero di consiglieri e assessori il futuro sindaco avrà il suo bel daffare ad accontentare gli appetiti di tutti i partiti. Il centrosinistra guarda con soddisfazione al caos del centrodestra. Grillini vera incognita.
In città si gioca già al totogiunta, ma con la riduzione del numero di consiglieri e assessori il futuro sindaco avrà il suo bel daffare ad accontentare gli appetiti di tutti i partiti. Il centrosinistra guarda con soddisfazione al caos del centrodestra. Grillini vera incognita.
NOVI LIGURE – In molti, negli ambienti politici novesi, sono già convinti che Rocchino Muliere abbia la strada spianata verso la conquista della poltrona di sindaco. Forse non hanno tutti i torti: vuoi per il pantano in cui si sono infilate Forza Italia, Nuovo Centrodestra e Lega Nord, che non riescono a trovare un candidato convincente; vuoi perché la nascita di Alternativa Novese ha spaccato il fronte comune del centrodestra; vuoi per la tradizionale supremazia del centrosinistra, che dal dopoguerra a oggi ha mollato lo scettro solo per cinque anni, all’epoca del pentapartito.
Scordandosi dei grillini – che alle elezioni di maggio potrebbero invece rappresentare la forza in grado di sparigliare le carte ai partiti tradizionali – qualcuno ha già iniziato a giocare al totogiunta. Non è una novità che i vari partiti avanzino le proprie richieste al candidato sindaco prima ancora di aver vinto le elezioni. Ma mai come quest’anno sarà impossibile soddisfare gli appetiti di tutti: la riforma degli enti locali assegna a Novi Ligure solo 16 consiglieri più il sindaco (ora sono 20) e solo 5 assessori (oggi sono 7).
Il posto più ambìto, va da sé, è quello di vicesindaco. No vabbè, il posto più ambìto in realtà è quello di presidente del Gruppo Acos, ma limitiamoci alla giunta comunale e ritorniamo al nostro vicesindaco. Nelle ultime amministrazioni, il ruolo è andato a Guido Trespioli e Enzo Garassino, per gli equilibri interni al Partito Democratico (sindaco agli ex Ds, vicesindaco agli ex Margherita). Ora cambierà qualcosa?
In città si dice che al di fuori del Pd i contendenti siano almeno due: Camillo Acri e Paolo Moncalvo. Il primo ha giurato fedeltà al Pd ancora prima di conoscere il nome del candidato: «Chiunque esca dalle primarie – aveva detto ai giornali – io lo sosterrò». E così è stato: Acri ha liquidato l’Udc di cui era coordinatore locale e ha dato vita alla lista “In campo per Novi”, che già a novembre dell’anno scorso si è schierata con Muliere.
Moncalvo a sua volta ha messo nel cassetto l’Italia dei Valori dopo la scoppola presa alle elezioni politiche del febbraio scorso e ha fondato la lista civica “Noi x Novi”. I nomi di punta sono gli stessi dell’Idv (Paolo Parodi e Franco Ciliberto), ma Moncalvo assicura che non si tratterà di una lista “prona” alle posizioni del Pd e smentisce categoricamente di stare contrattando per la poltrona di vicesindaco. Il problema è che spesso in politica le smentite servono più a rinfocolare le polemiche che a sedarle. Moncalvo comunque ha fatto sapere di aver sottoposto a Muliere sei punti fondamentali: se non c’è l’accordo su quelli, non ci potrà essere alleanza. In sintesi si tratta di: difesa dell’ospedale cittadino, apertura di un cinema a Novi, difesa della Farmacia Comunale, questione sicurezza, manutenzione della città, riordino della macchina comunale.