Trasporti, taglio ai treni locali
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Elio Defrani - e.defrani@ilnovese.info  
7 Febbraio 2014
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Trasporti, taglio ai treni locali

Partirà il 16 marzo la “riprogrammazione” del servizio ferroviario decisa dalla Regione Piemonte e dalla Regione Liguria: colpiti i collegamenti nei giorni festivi. "Soppressi solo di due treni lavorativi”, spiega l’assessore regionale ligure ai Trasporti Enrico Vesco

Partirà il 16 marzo la ?riprogrammazione? del servizio ferroviario decisa dalla Regione Piemonte e dalla Regione Liguria: colpiti i collegamenti nei giorni festivi. "Soppressi solo di due treni lavorativi?, spiega l?assessore regionale ligure ai Trasporti Enrico Vesco

NOVI LIGURE – Soppressi una ventina di treni locali tra Liguria e basso Piemonte: a essere colpiti soprattutto i collegamenti nei giorni festivi. Partirà il 16 marzo la “riprogrammazione” del servizio ferroviario decisa dalla Regione Piemonte e dalla Regione Liguria. Il risultato del confronto tra le due amministrazioni, “è la soppressione solo di due treni lavorativi”, spiega l’assessore regionale ligure ai Trasporti Enrico Vesco. Si tratta del “Novi-Brignole delle 5.15 e del Sampierdarena-Arquata delle 18.36. Le altre soppressioni riguardano esclusivamente treni festivi e in orari con minor frequenza”, sostiene Vesco.

Nel dettaglio, per quanto riguarda la zona del novese, oltre ai due convogli citati, a essere eliminati saranno – solo nei giorni festivi – il Brignole-Arquata delle 8.22, delle 11.22 e delle 16.23, il Sampierdarena-Novi delle 19.11, l’Arquata-Brignole delle 9.51 e delle 12.51, e l’Arquata-Sampierdarena delle 17.49. Il Brignole-Novi delle 18.39 terminerà la corsa a Arquata Scrivia. Gli altri treni finiti sotto la scure delle Regioni viaggiavano sulle linee Genova-Acqui e Genova-Savona. Il taglio farà risparmiare alla Regione Liguria 2 milioni di euro; 4,6 i milioni che il Piemonte ha deciso di sottrarre al trasporto ferroviario. Le Regioni hanno chiesto al ministro Lupi di intervenire finanziando un potenziamento degli Intercity che viaggiano sulla linea Torino-Genova.

“Un’operazione sciagurata fatta passare per un risultato positivo”: è questo il commento dell’associazione dei pendolari Genova-Milano. “Quella che viene chiamata dalla Regione Liguria “riprogrammazione” è solo l’ennesimo passo verso lo smantellamento del servizio ferroviario regionale e sovraregionale”, dicono i rappresentanti dei pendolari. Secondo i dati forniti dall’associazione, la Liguria destinerebbe al servizio ferroviario solo lo 0,26 per cento del proprio bilancio (l’Emilia sarebbe allo 0,54, la Toscana allo 0,76 e la Lombardia all’1,2 per cento). Dal 2011 al 2013, la giunta Burlando avrebbe tagliato i fondi del 20,8 per cento, ponendosi al secondo posto in Italia in questa classifica di certo non invidiabile.

 

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