Cipian sempre più un deserto, continuano le proteste degli artigiani
La zona artigianale novese si trova sempre più chiusa nella morsa dello stillicidio di chiusure delle attività cui si aggiungono la scarsa manutenzione dellarea e le corse clandestine notturne di auto. E intanto se ne va la Sada
La zona artigianale novese si trova sempre più chiusa nella morsa dello stillicidio di chiusure delle attività cui si aggiungono la scarsa manutenzione dell?area e le corse clandestine notturne di auto. E intanto se ne va la Sada
NOVI LIGURE – Prosegue incessante il processo di desertificazione al Cipian, la zona artigianale novese che si trova nella morsa dello stillicidio di chiusure delle attività cui si aggiungono la scarsa manutenzione dell’area e le corse clandestine notturne di auto.
“Se si voleva puntare a un rilancio del Cipian, come più volte è stato detto con il pomposo termine di restyling, diciamo che nell’ultimo anno funzionano bene il centro di raccolta dei rifiuti ingombranti, il deposito del Cit e il canile. La manutenzione dell’area è affidata all’intraprendenza e alla buona volontà degli ultimi operatori, molti dei quali se ne stanno andando. Uno dopo l’altro”, dice uno degli operatori. Le prospettive dell’area artigianale alla periferia di Novi, non sono purtroppo allettanti, come sottolinea un imprenditore. È sfumata sia la prospettiva della Maruzzella che il trasferimento del discount Lidl nel centro città.
Se ne va la Sada, una delle pochissime aziende in rilancio, grazie agli sceicchi del Qatar, ma con un mercato che guarda verso l’estero. La zona artigianale lamenta ancora parecchi problemi, dalla cura del verde all’illuminazione. Negli ultimi tempi hanno abbassato le serrande 11 attività, un tempo fiorenti e l’area è un susseguirsi di cartelloni con le scritte “Vendesi”. “Ma chi potrebbe insediarsi a Novi? – proseguono gli operatori – Mancano un volano economico e una spinta politica decisa. La “sparizione” di importanti realtà, solo negli ultimi mesi hanno fatto perdere al Cipian oltre 150 posti di lavoro”.
Tra le chiusure più recenti, si ricorda il Sama, il cui deposito era proprio nell’area artigianale. E sempre per rimanere nel contesto dell’auto, c’è stata nel 2013 la chiusura di Zentrum e di due autofficine. A questo quadro negativo si aggiungono un maglificio, un deposito e almeno altre quattro attività di vari settori. A rendere più problematica la situazione è l’irrisolto caso della proprietà delle vie antistanti le attività produttive. Nulla di fatto sotto l’aspetto dell’usucapione che dovrebbe permettere la cessione delle strade private al Comune affinché se ne faccia carico. La pratica viene rinviata a causa delle innumerevoli cessioni che si sono succedute dagli anni Settanta a oggi. Intanto, di notte, tra le oscure strade del semideserto Cipian, si susseguono le gare di velocità.